Viterbo, 20 febbraio 2023 – Fontane monumentali: un segno distintivo della città di Viterbo che in ogni piazza ne ha una diversa. Se i secoli che hanno alle spalle ne definiscono anche il valore, dall’altra, hanno finito con il determinarne il deterioramento, complice un’attenzione probabilmente insufficiente da parte di chi se ne doveva prendere cura in tutto questo tempo: le varie amministrazioni comunali. Con quella dell’ex sindaco Giovanni Arena qualcosa si era cominciato a muovere, nello specifico l’installazione degli impianti di ricircolo in alcune delle fontane monumentali. Potrebbe considerarsi l’avvio di un percorso ancora molto lungo, dove oltre alla parte idrica, sarebbe indispensabile pensare anche a quella artistica, recuperando l’aspetto esteriore delle fontane, fatto di sculture, simboli, stemmi che le definiscono in maniera unica. Perdere questi, significherebbe cancellare con un colpo di spugna la loro storia e la loro identità, con evidente perdita per il patrimonio cittadino. In campagna elettorale Quinta Epoca ha posto a tutti i candidati sindaci il tema del recupero e della salvaguardia delle fontane storiche viterbesi. Le urne hanno poi consegnato Palazzo dei Priori alla sindaca Chiara Frontini, che le ha rese protagoniste dell’iniziativa “Non chiamatela Notte Bianca”, durante la quale è tornata l’acqua in tutte le fontane del centro storico: non solo a fini scenografici, ma anche per testare lo stato degli impianti idraulici. Attualmente la manutenzione delle fontane è curata da Giuseppe Cepparotti, affidatario di un appalto da parte del Comune, in base a un progetto consegnato a maggio 2022. «Quando le ho prese in carico erano un po’ sporche – dice – C’era stato un periodo di sospensione di sei mesi, durante il quale non c’era un’impresa che si occupava della pulizia. Ho iniziato a occuparmene nel mese di giugno», spiega Cepparotti che non si è limitato a pulirle: «In alcuni casi abbiamo apportato anche dei miglioramenti sotto l’aspetto della funzionalità. Abbiamo, quindi, regolato il flusso delle acque in modo che potessero funzionare tutte le bocchette. A piazza della Morte è stato necessario sostituirne una che era completamente marcita, l’abbiamo sostituita con un’altra in rame con lo stesso disegno, lavorata e resa identica alle altre». Ma quello che si rivelerà decisivo per la salvaguardia delle fontane e il loro funzionamento nel tempo sarà il sistema di ricircolo, attualmente presente in quella di Piazza delle Erbe, Piazza della Morte, Piazza della Rocca e la fontana di Palazzo dei Priori: «Consente un risparmio di acqua, e mantiene la fontana pulita più a lungo, una volta riempita lavora con l’acqua sua», spiega Cepparotti che si occupa di «51 elementi tra fontane, fontanili, lavatoi». Pulizia approfondita «Ogni 10 giorni, la fontana viene svuotata e spazzolata». Il periodo peggiore è sicuramente quello estivo: «Alla mattina troviamo di tutto nelle fontane – dice Cepparotti – bottiglie, bicchieri, i residui degli aperitivi». Per quanto riguarda la pulizia delle fontane: «L’appalto prevede l’esecuzione e il controllo, ma soprattutto vieta di utilizzare prodotti chimici che potrebbero rovinare la pietra. Utilizziamo spazzole di saggina. Non ci avvaliamo nemmeno di vaporelli o strumenti ad alta pressione per non rovinare la pietra», dice ancora Cepparotti. Un problema è rappresentato dal cloro: «l’acqua è un po’ calcarea e rischia di sbiancare la pietra delle fontane che sono tutte attaccate a Talete». Tutte eccetto una: «Quella di piazza Fontana Grande che utilizza una vena naturale».
