Home Attualità Vertice governo: Italia Viva cerca rottura, chiede Mes e ponte sullo stretto.
Vertice governo: Italia Viva cerca rottura, chiede Mes e ponte sullo stretto.

Vertice governo: Italia Viva cerca rottura, chiede Mes e ponte sullo stretto.

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Nazionale, 8 gennaio 2021 – «Non solo il Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, non ci ha detto chi ha scritto il Recovery plan, ma parecchi ministri nemmeno lo avevano letto. E c’è pure chi l’ha letto e non l’ha capito. Ma questa è un’altra storia». Queste le parole di Matteo Renzi a Stasera Italia su quello che dovrebbe essere il piano di rilancio post Covid dell’Italia, di circa 300 miliardi, gran parte dei quali dovranno essere rimborsati all’Europa dagli italiani. Ma per ora il Recovery è solo il terreno di scontro tra la maggioranza giallo rossa da una parte e Italia Viva dall’altra, che sostiene di essere rimasta inascoltata sulle proposte da inserire, suggerimenti tesi a limitare «l’assistenzialismo» e a promuovere gli «investimenti». «Se pensano che abbiamo fatto tutto questo caos per avere una poltroncina di consolazione o una poltronciona, non è il nostro caso. Preferisco stare all’opposizione che in maggioranza a spingere un tasto su una legge di bilancio arrivata il 30 dicembre.  Siamo la settima potenza al mondo, non si può governare così. Non si può sapere dalla sera alla mattina cosa succede a un ristorante. Quando riapriranno  le scuole», dice Renzi a Barbara Palombelli, portando negli studi di Rete Quattro l’aria che si respira al vertice di maggioranza in corso a Palazzo Chigi.  Incendiaria. Per Italia viva c’è Maria Elena Boschi, Davide Faraone e la ministra Teresa Bellanova, già sul piede di guerra dal pomeriggio con una serie di dichiarazioni infuocate indirizzate a Conte. Il clima non migliora alla riunione: i renziani alzano subito il tiro, chiedendo a Conte di inserire nel Recovery plan  «il Mes e il ponte sullo stretto di Messina». Conte replica: «Il Recovery non è lo strumento per definire tutte le questioni poste sui tavoli di confronto della maggioranza. Anche perché vi sono interventi che non possono essere finanziati con il Recovery Fund. Nei prossimi giorni vi inviterò al confronto, per concordare una lista di priorità per la restante parte della legislatura». Ma Italia Viva vuole il testo del Recovery plan entro 24 ore per assumere una decisione. «Si è perso sin troppo tempo. Abbiamo chiesto di iniziare a lavorare a luglio e vi siete svegliati a dicembre. Dal 7 dicembre ci avete riconvocato il 22 dicembre. Noi abbiamo lavorato sempre, anche a Natale. Ora vogliamo il documento finale e su quello diamo una valutazione in 24 ore. Non si perda altro tempo», dicono i renziani, secondo quanto filtra durante l’incontro. Faraone, da parte sua, dopo gli interventi di Conte e Gualtieri, avrebbe attaccato le bozze del nuovo Recovery fund modificato, considerandole non abbastanza dettagliate.  Ma il titolare del Mef si  è giustificato, dicendo di non aver portato tutte le 130 pagine, non avendo ancora concordato con i partiti le linee strategiche, senza le quali temeva, evidentemente, di essere ugualmente attaccato da Italia Viva. Gualtieri ha assicurato, però, la consegna di tutte le schede di dettaglio del Recovery plan prima del consiglio dei ministri. Ma il titolare del Mef è finito comunque sotto gli strali del capogruppo dei renziani al Senato con l’accusa di aver lanciato delle provocazioni, spostando da una parte all’altra i fondi delle poste del Recovery, cancellando, così, anche i progetti di Italia Viva. «Una provocazione bella e buona», avrebbe detto Faraone in proposito, rivolto a Gualtieri.  Una dichiarazione che avrebbe irritato Andrea Orlando. Il vertice si conclude con venti di crisi che soffiano con forza su Palazzo Chigi. A questo punto nessuno scenario è escluso, nemmeno le elezioni anticipate.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.