In arrivo sanzione per vetrine “indecorose”, Frontini: «Lo prevede il Piano del commercio».
Viterbo, 13 gennaio 2023 – Hanno raccontato lo splendore, ora parlano del degrado e dell’abbandono: sono le vetrine dei negozi del centro storico, un tempo vive e colorate, oggi raccontano la morte della città antica. E lo fanno con un quadro espressivo e insieme desolante: molte sono sporche, rotte, abbandonate, trasandate. Un’immagine che enfatizza la decadenza dei centri storici che l’Amministrazione comunale di Chiara Frontini ha pensato di arginare, coprendo questo affresco di malinconico degrado con le immagini dei tempi migliori: la Viterbo di qualche decennio fa, quando il borgo antico non lo era per niente, era il cuore dove pulsava la modernità e la vita cittadina. È partito così “Vetrine in mostra”, su iniziativa dell’assessore allo Sviluppo Economico, Silvio Franco, foto storiche apposte sulle vetrine vuote, accanto un QR code che unisce tutte i negozi sfitti con relative immagini in un percorso in giro per il centro. Se l’adesione al progetto è volontaria, tenere pulita e decorosa la propria vetrina è un “obbligo previsto all’art. 14 del Piano del Commercio», dice la sindaca Chiara Frontini. E, ad obbligo, corrisponde sempre una sanzione, per chi non lo rispetta. «La sanzione ci sarà – dice Frontini – è prevista non è detto che sia a fine gennaio», spiega riguardo a un primo annuncio fatto proprio nel giorno dell’inaugurazione di vetrine in mostra, «Se non sarà gennaio, sarà il 28 febbraio, il regolamento già esiste ed è stato sbagliato non averlo applicato fino ad oggi. Questa cosa (sanzione) succederà nel più breve tempo possibile, anche se non vogliamo arrivare con l’accetta, vogliamo dare il tempo necessario per aderire al progetto Vetrine in mostra o, comunque, attivarsi per il decoro delle proprie vetrine». Poi, però, non ci saranno più alibi e partirà la sanzione. «Faremo prima attività di sensibilizzazione e di informazione», dice ancora Frontini, anche per specificare meglio il termine “decoroso” che, c’è da immaginare, significhi almeno «tenerle pulite».

