Aumento tassa di soggiorno, Purchiaroni (FI): “Non decide De Carolis. Dimostriamo piuttosto di riuscire ad aprire il museo civico a Ferragosto”
Viterbo – “Prima di pensare ad aumentare la tassa di soggiorno, dimostriamo di riuscire ad aprire il museo civico a Ferragosto. Sulla politica tributaria non decide De Carolis”: il monito arriva dal consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio Purchiaroni, in risposta alla proposta lanciata dall’esponente di Fratelli d’Italia dal palco di Destinazione Italia durante gli Stati generali del turismo che si sono svolti il 27 luglio 2018. “Prima di uscire con certe esternazioni – prosegue Purchiaroni – bisognerebbe informarsi e capire bene quali ruoli si hanno”. In effetti la tassa di soggiorno, stando almeno a quanto appare sul sito del comune di Viterbo, rientrerebbe nel comparto amministrativo: “Attività produttive, Sviluppo ed Interventi Economici, Statistica, Entrate tributarie”.
“Prima di pensare ad aumentare le tasse, come quella sui rifiuti e quella di soggiorno, cerchiamo di rendere questa città vivibile e gradevole per turisti e cittadini – continua Purchiaroni -. Pensiamo a come migliorare i servizi offerti, come l’igiene urbana e il decoro cittadino, prima di immaginare reprimende. Dobbiamo innalzare il livello della qualità della vita”.
L’intervento di Purchiaroni è chiaramente motivato dall’intento di richiamare l’azione amministrativa sull’obiettivo prioritario di un utilizzo efficiente dei soldi pubblici in un’ottica di qualità dei servizi ai cittadini e anche ai turisti. Insomma prima di alzare il “prezzo”, secondo Purchiaroni sarebbe il caso di riuscire a sviluppare appieno la vocazione turistica di Viterbo, rendendola una città veramente appetibile per il turista che, al momento, ancora non è, nonostante un discreto numero di visitatori. Manca un bus navetta per il centro storico, per esempio, così come ci sono difficoltà con la linea per le terme per quelli che arrivano in treno nella Città dei papi per apprezzare l’acqua sulfurea, carenza pure su iniziative come il ticket unico con cui visitare musei, avere sconti sui servizi e nei negozi, per non parlare delle attività commerciali chiuse nei giorni festivi, come è capitato a Ferragosto, segno di una mentalità non ancora ben sintonizzata con quella di una città turistica o, peggio, di valutazioni economiche che non prevedono grossi ritorni e quindi consigliano la chiusura. Poi c’è la cartellonistica ancora in alcuni punti carente, per non parlare di un ufficio turistico dislocato in posizione marginale rispetto al centro storico, nello Spazio Pensilina del Sacrario, tagliato fuori dal percorso, attualmente principale per chi viene da fuori a visitare Viterbo, che dal parcheggio di Valle Faul conduce direttamente a piazza San Lorenzo. Insomma prima di iniziare a “vendere” Viterbo ai turisti a un prezzo maggiore, di strada da fare ce n’è ancora tanta. E possibilmente senza buche. E sì perché anche un’opera di maquillage al decoro urbano in modo che la fruizione cittadina possa avvenire in tutta serenità senza incidenti o colpi di frusta, evitando pure sgradevoli slalom tra qualche sacchetto di immondizia o rifiuto in libertà, sarebbe sicuramente cosa gradita non solo al viterbese, ma anche al turista. “Dobbiamo riuscire a garantire il funzionamento almeno normale della città prima di iniziare a parlare di questi argomenti”, rimarca Purchiaroni in merito alla politica tributaria. “Siamo chiamati ad amministrare i soldi dei cittadini che pagano le tasse e dobbiamo farlo nel migliore dei modi e con la massima responsabilità. L’amministrazione comunale non deve fare proclami, ma dare risultati concreti e tangibili. Aprire il museo a ferragosto è normale amministrazione, non è un’iniziativa turistica ‘straordinaria’. Questo è il momento di dimostrare che siamo in grado di far funzionare bene questa città”.
Tiziana Mancinelli
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