Rissa al Sacrario, i residenti: “Pipì ovunque, urlano, si ubriacano e spacciano”.
Viterbo – Roba dell’altro mondo. E invece è qui. Proprio sotto casa tua. Viterbo: Sacrario. Zona centrale della città, mica una periferia abbandonata. Qui si trova il principale parcheggio a ridosso del centro storico. Ma lasciarci la macchina alla sera, per poi andare a riprenderla in ora tarda, quella che si fa generalmente d’estate, c’è da rischiare. E, non, tanto per dire. Il Sacrario è ormai da anni una zona calda. Bollente. Risse notturne tra etnie diverse. Spesso violente. Che a volte finiscono male. Continui interventi di polizia e carabinieri. Gente che vive nella zona, svegliata con impressionante frequenza nelle ore notturne da grida o dal rumore di cose che si infrangono sotto i colpi vandalici di teppisti o ubriaconi. Uno scenario indecoroso in una città che fino a pochi anni fa era definita “tranquilla”. Un luogo dove non accadeva mai niente. E, invece, negli ultimi tempi, omicidi, accoltellamenti, risse, rapine, perfino la scoperta di una presunta organizzazione mafiosa che si stava radicando con i suoi tentacoli negli strati della società. È l’Italia “marcia” che arriva oramai anche nelle città più piccole a sconvolgere la tranquilla vita di provincia con il segno di un tempo in cui non si salva più nulla. Ed eccola, la cronaca dei Tg, il racconto di fatti che sembrano lontani, materializzarsi, improvvisamente, sotto casa tua, in quell’angolo di mondo dove tutto scorreva sempre uguale, senza sussulti, e invece, ora, hai anche paura di passarci a piedi. Il Sacrario, oramai, è diventato il palcoscenico del peggiore spaccato di una società senza più regole, dove vige la legge della giungla: il più forte, fisicamente, sottomette il più debole. Il mondo dei Troll, dove un diverbio, anche banale, si risolve con la “clava”. Un deserto della civiltà. Sono circa le 23 di notte: una donna di colore con pantaloncini corti e una canotta gialla si avvinghia a un altro uomo di colore a dorso nudo, in uno stato di evidente irritazione. La donna prima lo allontana da una coppia, un uomo e una donna bianchi, poi è lei stessa scagliarsi sui due con schiaffi e grida. Nel frattempo la raggiunge l’uomo mezzo nudo e insieme si scagliano con spinte, schiaffi, pugni e grida sulla coppia dei due bianchi. Alla fine si vedono spuntare due uomini in divisa. Sono arrivati i carabinieri. La situazione si placa, ma i residenti sono pronti a scommettere che la sera successiva sarà di nuovo la stessa storia. Sara ha un’attività commerciale al Sacrario da 53 anni. Se le chiedi come è cambiata la zona in mezzo secolo, allarga le braccia, sorride, e alza gli occhi verso il cielo come a sfogliare un raccoglitore di cartoline, finché trova quella del 1966.
Allora ti guarda di nuovo e dice: “Era tutta un’altra cosa”. Sembra esibirtela davanti quell’immagine di una piazza: “Piena di gente”. Un altro mondo, appunto. Oggi la storia racconta altro. “Innanzitutto la viabilità è cambiata in peggio – dice la signora Sara – hanno diviso la città in due, con il cambio del senso di marcia su via Marconi quando devo tornare al centro sono costretta a uscire e ripercorrere tutta la strada intorno alle mura”. Ma il problema del Sacrario è un altro: “Ci sono bande di diverse nazionalità, prostituzione, spacciatori, ubriaconi e sbandati – dice ancora Sara -. Fanno pipì a tutte le ore, davanti a tutti, entrano anche a chiedere l’elemosina, infastidendo alcuni clienti. Fino a poco tempo fa c’era paura anche a scendere le scalette accanto alla gelateria, che conducono dietro alla piazza. Ci sono gruppi numerosi di stranieri che non fanno nulla, bevono, spacciano, molestano le persone che passano. Quotidianamente da mezzogiorno in poi, la stessa storia. I vigili passano, ma fanno solo le multe. Dopo l’omicidio di via San Luca abbiamo iniziato a vedere più polizia e carabinieri in giro. Prima eravamo noi a doverli chiamare. Ti dicono che non possono fare loro nulla se non c’è un reato“. Anche Iolanda, residente, è dello steso avviso: “Qui al Sacrario è un continuo schiamazzo. Siamo nel degrado più totale. C’è paura anche ad uscire di casa, perché temi sempre di trovarti avanti qualcuno che magari ti minaccia con un coltello. Vediamo girare tante persone strane e tantissima droga. Qui al Sacrario bevono, fanno risse. Alla mattina io mi alzo molto presto. Anche alle 4 o alle 5. E a quell’ora c’è ancora gente in giro ubriaca. Ridono, discutono, ma questi sono schiamazzi. Non va bene. In giro troviamo urine, vomito e feci, non di cani, ma di persone. Insomma c’è paura – conclude Sara – perché quando esci di casa, non sai mai chi puoi trovarti di fronte. Sono, spesso, ubriachi e si menano”.
Altro residente, Jacopo, commenta lo stesso scenario: “Ieri notte, intorno alle 23, ho sentito due gruppi che si fronteggiavano e si urlavano addosso in lingua ispanica. Ma qui è all’ordine del giorno. Poco tempo fa ci sono stati atti vandalici. Colpiscono macchine, attività commerciali. Il clima è molto teso. Una donna non può passeggiare serenamente. I bambini non possono giocare sotto casa. È un peccato: ci sono eventi, iniziative, le persone amano stare in strada nelle sere d’estate. Non voglio strumentalizzare i fatti di questi giorni. Non credo sia colpa dell’amministrazione attuale questo stato di cose. Dal 2009 ad oggi abbiamo assistito a un progressivo degrado. Abbiamo perso il controllo del territorio, anche con l’avvento di politiche migratorie insensate che hanno aperto la porta a tutti”.