Viterbo, 16 giugno 2021 – Più passano i giorni, senza alcuna novità, meno sono le possibilità che la macchina di Santa Rosa possa sfilare quest’anno. Il Lazio è in zona bianca da lunedì 14 giugno, molti divieti sono caduti, ma c’è uno che resta ancora in piedi, ed è quello che fa più paura a chi vorrebbe vedere il trasporto 2021: vietati gli assembramenti. E quello che si crea a Viterbo durante il passaggio della macchina di Santa Rosa non potrebbe definirsi altrimenti. La città si riempie di persone. Come arginare il fiume incontenibile di folla, far mantenere le distanze, prendere la temperatura, in una città che viene travolta da una moltitudine di persone? Sono questi i maggiori timori che si addensando su Palazzo dei Priori per il Trasporto 2021, anche se il parlamentino viterbese è quello che avrà meno peso di tutti sulla decisione finale. «Prima di noi dovranno esprimersi il ministro della Salute, Roberto Speranza, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, le autorità sanitarie e di sicurezza, e, solo infine, il comune di Viterbo», dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Marini. Non nega che si sia iniziato a parlare della questione.
«In conferenza dei capigruppo si è iniziato a discutere dell’argomento – prosegue Marini – ma di certo oggi non c’è nulla. Non ci sono certezze, né sulla pandemia, né sulla curva dei contagi, né sul Trasporto. Se le autorità sanitarie daranno il via libera, il Comune sarà pronto per organizzare il passaggio della macchina». Ma in questi giorni sulla testa dei viterbesi fedeli alla tradizione, è caduta un’altra tegola. Il consiglio comunale di Siena, dopo aver annullato la Carriera del 2 luglio, ha dato mandato al sindaco Luigi De Mossi “stante il permanere o l’evolversi in senso ulteriormente negativo della situazione dell’emergenza sanitaria, previa consultazione con le autorità di pubblica sicurezza, di annullare anche il Palio del 16 agosto“. Se ciò accadrà, anche la macchina di Santa Rosa, che si terrà una quindicina di giorni dopo, potrebbe subire la stessa sorte. Ecco, dunque, che per non lasciare i viterbesi a digiuno due anni, l’amministrazione comunale potrebbe valutare anche un’altra ipotesi. «Ci sono delle proposte generiche – dice Marini – come anche quella di trovare un momento diverso, qualora la macchina non possa passare il 3 settembre. Si potrebbe pensare di farla in autunno – dice Marini -. Ma per ora sono solo chiacchiere. Non è stato deciso nulla. Abbiamo semplicemente iniziato a parlare di una questione che tra poco, in bene o in male, andrà affrontata», dice Marini che considera fuori luogo il paragone con gli stadi. «È vero che domani a vedere la Nazionale Italiana ci saranno 20 mila persone, ma lo stadio ne può contenere 80 mila. Hanno 48 termoscanner per la temperatura. – dice Marini -. Ma soprattutto hanno gli spazi per il distanziamento». Un modello difficilmente replicabile a Viterbo. C’è poi il Piano della Sicurezza da fare che per il Trasporto potrebbe rivelarsi «molto impegnativo».