Home Cronaca Porsche spacca due ruote: chiesti al Comune 6 mila euro.
Porsche spacca due ruote: chiesti al Comune 6 mila euro.

Porsche spacca due ruote: chiesti al Comune 6 mila euro.

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Viterbo, 24 giugno 2025 – Oltre 6 mila euro (6209,80) da risarcire a una società proprietaria di una Porsche che, viaggiando sulla rampa di accesso alla SS 675 direzione Tuscania, ha spaccato due ruote. Era il 30 giugno 2020. La società cita in giudizio per il risarcimento del danno la Provincia di Viterbo e l’Anas, ma emerge che il tratto di strada, con la relativa manutenzione, è in realtà di competenza del comune di Viterbo che viene successivamente chiamato in causa e condannato a risarcire  3.446,12 euro, oltre interessi legali dall’evento al soddisfo e rivalutazione monetaria, dovuta a titolo di risarcimento del danno. La somma complessiva lievita, quindi, fino ad oltre 6 mila euro. Si aggiungono 450 euro per spese del CTU, arrivando a 3.896,12 euro, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dall’evento al soddisfo, da quantificare in 1.584,12 euro. Il Comune viene anche condannato a risarcire per 729, 56 euro ad Anas per essere stata chiamata in giudizio erroneamente dall’attore. Punto, quest’ultimo, che ha sollevato perplessità durante la commissione di ieri. “Perché le deve pagare il Comune?”, ha chiesto Laura Allegrini.  Perplessità che ha preso in considerazione anche il difensore di Palazzo dei Priori, il quale ha ravvisato elementi per impugnare la sentenza. “Il giudice di pace ha ignorato la difesa svolta, prendendo in considazione solo l’attività dell’attore”, scrive, “nella motivazione non sono neppure menzionate le eccezioni da me svolte…sarebbe anche da prendere in considerazione un appello“, dice il legale, che con una ulteriore nota aggiunge: “il giudice ha incredibilmente condannato il comune di Viterbo a pagare le spese di giudizio oltre che all’attore anche al difensore di Anas, citata dall’attore e non chiamata in causa dal comune di Viterbo. Decisione assolutamente sbagliata”, commenta il legale, “come del resto  assolutamente superficiale  tutta la sentenza, anche questo potrebbe essere motivo di impugnazione”. Cosa che il Comune farà, prima, però, dovrà comunque pagare: “rilevata l’opportunità di impugnare la decisione del giudice, ma dovendo comunque procedere al pagamento della somma liquidata in sentenza al fine di evitare ulteriori procedure a carico del Comune, in quanto, ai sensi della legge l’impugnazione non sospende l’efficacia esecutiva del provvedimento, si è provveduto a richiedere gli esatti conteggi al legale”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.