Viterbo, 27 luglio 2025 – Dies Natalis esposta a San Sisto dal 9 luglio per essere visitata soprattutto da turisti e pellegrini in arrivo lungo la via Francigena verso Roma, nell’anno del Giubileo. Intorno al ponteggio la cartellonistica che racconta il Trasporto, la tradizione, i facchini, il legame con la città. Tra questi anche un pannello che invita a compiere il tragitto da San Sisto fino al monastero di Santa Rosa, attivando un itinerario alternativo a quello maggiormente battuto dai turisti, ossia l’asse: parcheggio di ingresso alla città di Valle Faul – ascensore – Colle del Duomo – San Pellegrino. E’ questa la parte in cui si concentra il flusso turistico e che da un po’ di tempo pone la domanda di come spalmarlo anche nel resto della città. Se il percorso che congiunge la macchina a San Sisto con il monastero di Santa Rosa a piazza Verdi, scandito dalle tappe del Trasporto, è certamente un’ottima idea, resta un domanda:
come portare i turisti a San Sisto?
Senza esercitarsi in chissà quali teorie di marketing, che pure servono, basterebbe, ad esempio, mettere un semplice cartello a Valle Faul, proprio per intercettare la massa di turisti, ma anche delle persone provenienti dalla provincia che, è oramai accertato, si riversano principlamente nell’unico grande parcheggio gratuito a ridosso del centro storico, collegato in pochi secondi con il suo cuore pulsante da un’ascensore.
E, invece, nulla di tutto ciò: né a Valle Faul, né all’ingresso di Piazza San Lorenzo, all’uscita dall’ascensore, c’è un manifesto, un cartello, un’indicazione che possa guidare la massa ignara dei turisti verso Porta Romana.
Della notizia di Dies Natalis a San Sisto, insomma, non c’è traccia “fisica” per le vie cittadine, quando per un evento così straordinario ci si sarebbe aspettato di veder tappezzata la città di materiale pubblicitario. Al tre settembre, comunque, c’è ancora tempo e chissà che qualcosa non arrivi. Intanto l’argomento promozione festa di Santa Rosa è arrivato in consiglio comunale nell’ultima seduta con il consigliere Andrea Micci (Lega) che ha interrogato la giunta sull’argomento. A rispondere è stata direttamente la sindaca Chiara Frontini che ha informato di avere fatto: “una comunicazione istituzionale sui social e i manifesti su Roma”, ai quali si aggiungono “gli inviti strategici portati in lingua inglese nelle varie fiere, a partire da quella di Miami, e dai quali stanno arrivando delle conferme”. Risposte che non hanno soddisfatto il consigliere di opposizione: “Se gli inviti non si sa che fine fanno, se non vengono dati in modo mirato a personalità che danno visibilità all’evento – ha replicato Micci – cadono nel vuoto. Tolta la diretta per 70 mila euro all’anno per due anni – ha proseguito – i pannelli esplicativi intorno a Dies Natalis, la pagina social di Viterbo Informa, è una pubblicità per noi e tra noi. E anche alcuni, degli stessi cittadini, non sanno che a San Sisto c’è la Macchina. Quattro manifesti su una città grande come Roma, limitandosi a utilizzare solo il canale della cartellonistica, sono soldi buttati”, ha incalzato il consigliere, secondo il quale l’opportunità offerta dalla “Regione per risollevare le sorti di questa promozione con 45 mila euro”, sarebbe stata vanificata dalla progettazione presentata dal Comune che ripropone il “monocanale” dei “manifesti su Roma, ha detto Micci. Tuttavia, un po’ di cartellonistica anche su Viterbo nei punti strategici, potrebbe certamente aiutare a portare fino a Dies Natalis i turisti che già sono in città, che rischiano, invece, di andarsene senza aver colto un’occasione finora unica di vedere la Macchina dal vivo al di fuori del 3 settembre.