Il 56% circa degli illeciti nell’abbandono dei rifiuti sarebbe stato compiuto da cittadini non residenti nel comune di Viterbo. La metà di questi rifiuti, quindi, non sarebbe dei viterbesi, che però pagano il servizio anche per chi viene da fuori. È l’anomalia che sta emergendo dalle prime indagini portate avanti dalle Forze dell’ordine, le cui prime risultanze sono state esposte oggi in una conferenza stampa che si è tenuta nella sala Coronas della Prefettura dal Prefetto Nicolò d’Angelo, dal vice prefetto Immacolata Amalfitano, presente il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, la dirigente comunale del settore ambiente Mara Ciambella il presidente della Viterbo Ambiente, Mauro della Valle.
“Il 42% circa degli abbandoni illeciti dei rifiuti interessa, invece, cittadini residenti che non utilizzano il servizio porta e porta e l’1,51% il conferimento fuori dai cassonetti”. Sono queste le prime risultanze delle indagini sull’abbandono illegale dei rifiuti, avviate con l’istituzione di una commissione per la sicurezza ambientale all’interno del Patto per la sicurezza ambientale del territorio provinciale sottoscritto nell’anno 2007 tra Prefettura e Provincia.
La commissione, presieduta dal prefetto di Viterbo, Nicolò d’Angelo, è composta dai rappresentanti delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco, della Provincia, dell’Arpa Lazio ed è allargata ad altri enti istituzionali in base alle tematiche trattate. Una vera task force con il compito di individuare e colpire eventuali condotte illecite sia nello smaltimento sia nell’abbandono illegale dei rifiuti che stanno portando il degrado ambientale nella città di Viterbo oltre le soglie di guardia. Pur rappresentando due diverse tipologie di illecito, la Prefettura spiega che: “l’abbandono illegale dei rifiuti si ripercuote sulla difficoltà di procedere al corretto smaltimento, agevolando condotte illecite. Esso comporta un rischio per la salute pubblica soprattutto con temperature elevate come quelle registrate di recente, di danneggiamento dell’ambiente, dei terreni e delle falde acquifere che possono avere conseguenze molto pericolose per la salute, nonché l’innalzamento dei costi del servizio di smaltimento dei rifiuti. Solo nel mese di gennaio 2017 sono stati effettuati 234 controlli, riscontrati 66 errati conferimenti e accertate sanzioni di cui 37 per conferimenti da parte dei cittadini non residenti nel comune di Viterbo, 28 per mancato utilizzo porta a porta e un conferimento fuori dai cassonetti. Dati che escono dal rapporto stilato al termine di una prima fase di controllo da parte delle Forze dell’ordine, della Polizia Locale, in sinergia con Prefettura, comune di Viterbo e gli altri enti interessati. Un’imponente attività investigativa di cui ripercorre le tappe la dott.ssa Amalfitano.
“Successivamente, fino al 13 luglio, intensificando i servizi nelle zone più critiche, sono state accertate 31 sanzioni amministrative, di cui 8 violazioni a carico dei cittadini non residenti a Viterbo e 23 da parte di cittadini residenti nel capoluogo – dice Amalfitano -. È stato accertato solo un conferimento improprio di rifiuti ingombranti. Inoltre la Guardia di Finanza ha controllato a campione 60 ditte senza riscontrare violazioni inerenti l’abbandono illegale di rifiuti, ma scoprendo 8 evasori fiscali segnalati all’Agenzia delle Entrate. Diverse sono state le sanzioni elevate per il conferimento dei rifiuti in modo difforme dal regolamento comunale, ovvero al di fuori dei contenitori predisposti alla raccolta o senza rispettare le regole della raccolta porta a porta. A tal proposito –spiega Amalfitano – la Viterbo Ambiente ha riferito che solo nell’anno 2016 ha dovuto raccogliere un surplus di rifiuti di circa 340 tonnellate con conseguente innalzamento delle tariffe applicate, considerando anche che i costi dei servizi effettuati per la raccolta straordinaria di materiale non conferito correttamente sono di gran lunga superiori alla raccolta effettuata in via ordinaria del materiale a parità di peso e qualità del prodotto. Sono in corso attività di verifica dei supporti audiovisivi che contengono gli illeciti già accertati. I controlli e la raccolta di altri documenti comprovanti gli illeciti si protrarranno per tutto il corso del corrente anno. La commissione si è riunita per la prima volta l’11 ottobre 2016 in seguito alla segnalazione da parte del comune di Viterbo di una serie di criticità in 50 isole prossimità soprattutto nella zona “C”. Dopo l’avvio della raccolta differenziata in altri Comuni, la situazione è nettamente peggiorata. Il controllo tramite le telecamere e gli appostamenti della Polizia Locale, hanno evidenziato spesso l’abbandono di rifiuti derivanti da residui di lavorazione”.
Per arginare il fenomeno dell’abbandono illegale “presso le isole di prossimità è stata apposta l’illuminazione e richiesta la collaborazione delle Forze dell’Ordine per intensificare i controlli. In una seconda riunione del 24 gennaio 2017 – prosegue Amalfitano –sono state riportate le risultanze del controllo da parte delle Forze dell’Ordine. Le criticità maggiori sono state riscontrate presso le isole di prossimità diventate delle vere e proprie discariche dove vengono lasciati rifiuti di ogni genere. Esaminandoli è emerso che ad abbandonarli probabilmente non sono stati privati cittadini bensì piccole ditte di artigianato o simili. Sono state elevato molte sanzioni, di cui più del 50% a cittadini residenti in altri comuni”. Per arginare il dilagante degrado e i comportamenti illeciti sono state “installate telecamere sotto i contenitori, posizionate solette di cemento e apposta una recinzione con vegetazione – spiega ancora Amalfitano -. Il Comune ha ribadito la necessità di continuare a collaborare con le Forze dell’Ordine, e il Prefetto, in quell’occasione, ha chiesto la mappatura di aziende con sede vicino alle isole di prossimità, specificando per ciascuna di esse il tipo di attiva svolta. Sono circa 3.000. L’ 8 maggio 2017 il comandante provinciale della Guardia di Finanza ha consegnato un dossier sulle isole prossimità. La Viterbo Ambiente ha evidenziato le maggiori difficoltà riscontrate nella rimozione dei rifiuti, con conseguenti maggiori costi e il 12 luglio 2017 riferisce di avere effettuato 300 interventi straordinari”. Sulle isole di prossimità “sono state installate delle foto trappole e telecamere di video sorveglianza collegate con la Questura. Dal 30 maggio al 10 luglio sono state effettuate 3097 ore di registrazione e scaricati 3389 file”. Dati che ora saranno sviluppati ai fini investigativi.
Il Prefetto ha aperto l’incontro di stamattina ricordando che la prima causa alla base della situazione di grande difficoltà che il comune di Viterbo sta vivendo sui rifiuti è il “malcostume” che scaturisce da una scarsa sensibilità per il valore ambientale e l’importanza di una città pulita e urbanisticamente decorosa.
Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, invece, harivolto un plauso all’: “ottimo e fruttuoso lavoro di rete messo in piedi” , soffermandosi sul dato importante che il 56% dei rifiuti abbandonati non sono dei cittadini viterbesi. “Il problema, quindi, non è esclusivamente del Comune – dice Michelini – ma dipende da altre situazioni. Un fatto che abbiamo sempre sospettato – afferma – e che ci ha portato a coinvolgere la Prefettura. Non voglio scaricare le responsabilità di questa situazione su altri – dice – ma abbiamo ereditato un contratto di igiene urbana che poteva essere fatto meglio. Con il nuovo bando faremo tesoro di queste esperienza”.
Una critica riconosciuta anche dal presidente della Viterbo Ambiente Mauro Della Valle: “Il nuovo cda è subentrato al vecchio a febbraio – dice – il problema più importante da risolvere che abbiamo individuato è appunto quello delle isole di prossimità. Il contratto probabilmente propone un metodo di raccolta che non premia l’ordine e la tranquillità del territorio. È quello che spesso viene utilizzato in vaste concentrazioni abitative. Forse servivano degli accorgimenti. Le isole di prossimità cingono tutta città di Viterbo, collocandosi spesso al confine del Comune con la Provincia”. Posizione agevole per “determinate una serie di criticità come la migrazione di rifiuti. Alcuni provengono anche dal centro storico. A volte si trovano rifiuti non urbani, speciali e pericolosi che non possiamo smaltire poiché prevedono una procedura particolare che non compete a noi. Su gran parte delle isole di prossimità ci sono rifiuti non urbani di questo tipo che non possiamo togliere finché il Comune non ci comunicherà la destinazione finale. Nel frattempo la loro presenza impedisce di vedere la dimensione reale della pulizia che stiamo effettuando. Tre volte a settimana è previsto un intervento di pulitura radicale con macchine speciali che eseguono ragnature”.
La rete tra istituzioni e società di smaltimento starebbe dando i suoi frutti nell’individuazione degli illeciti e in una diminuzione del fenomeno dell’abbandono illegale che si sarebbe registrato, spiega la Viterbo Ambiente “tra giugno e luglio”.