Bonus 600 euro deputati, cittadini furiosi con la politica, «Voteremo sì per il taglio dei parlamentari».
Viterbo, 12 agosto 2020 – Classe politica in grossa crisi di credibilità. Intervistando diversi cittadini, quello che si raccoglie è un grande malcontento e un’opinione piuttosto bassa dei politici di ogni colore. Perché se è vero che c’è chi sale e c’è chi scende nei sondaggi, va ricordato che c’è una grande fetta di elettorato che non va più a votare. Una terra di nessuno, dove nessuno si salva: la mannaia dello sgradimento si abbassa con furiosa e inflessibile indignazione su chiunque, da destra a sinistra, rivesta un ruolo politico. Critiche pesanti non verso le idee, ma verso la “qualità” della classe politica genericamente intesa: «Incompetenti»; «Non hanno mai lavorato»; «Vergogna»; sono le parole più generose di quelle che si rincorrono quando si chiede loro di esprimere un’opinione sulla politica italiana. Un giudizio che è anche uno sfogo per le tante cose che non vanno, per le difficoltà che un cittadino medio si trova ad affrontare ogni giorno, al lavoro, in famiglia, dove si sente sempre più solo e abbandonato, con l’unica compagnia dei suoi tanti problemi irrisolti, a cui nessuno, a parte la propaganda, sembra in grado, ai loro occhi, di offrire una soluzione. Uno scenario in cui la politica appare sempre più allontanarsi dalla vita reale. Ma non è solo questo. C’è l’opinione di un generale scadimento dei contenuti stessi della politica, vista sempre più come una cosa squallida, e una generale disistima di chi la interpreta. Un quadro dove in questi giorni si è inserita in maniera dirompente anche la vicenda dei parlamentari che hanno richiesto il bonus di 600 euro all’Inps per le partite Iva e gli autonomi come aiuto per l’emergenza Covid19, ingenerando nella popolazione, un’ondata di dissenso e repulsione. Seppure la vicenda riguardi pochissimi parlamentari, essa è deflagrata in un sentimento generale già compromesso, e ha contribuito a infuocare gli animi dei cittadini contro la politica, incrinando ancora di più quell’ormai sottilissimo velo di fiducia, irrimediabilmente logorato, tra cittadini e politica, con i primi ad annaspare nelle acque agitate della vita di tutti i giorni, per cercare di arrivare a fine mese, e i secondi immersi in un mondo surreale di privilegi e benefici, la cui immagine patinata entra e infuria tramite i media nelle case dell’italiano medio. Ed ecco, allora, che il referendum sul taglio del numero dei parlamentari si trasforma quasi in un’occasione karmica per ristabilire una sorta di equità della vita. Da alcune interviste effettuate in modo del tutto casuale nel centro storico di Viterbo, emerge questo quadro. «È una vergogna – dice un anziano signore seduto in un tavolo fuori da un bar a piazza Fontana Grande commentando la vicenda della richiesta del bonus di 600 euro da parte di alcuni parlamentari -. Prendono 13, 14 mila euro al mese e nemmeno gli basta. È una cosa vergognosa». Un’altra signora cammina lungo via Garibaldi con il carrello della spesa, anche lei sul bonus richiesto da alcuni deputati non ha dubbi: «Non va bene», dice e annuncia il suo voto favorevole al referendum di settembre sul taglio del numero di parlamentari. Lo stesso un uomo in via Cavour, intento a chiacchierare con degli amici: «È una vergogna – dice riguardo alla vicenda dei 600 euro -. Non dico cosa penso della classe politica, perché direi cose molto brutte. Voterò sicuramente sì al taglio del numero dei parlamentari». A pensarla diversamente una ragazza che passeggia nei pressi di piazza del Plebiscito: «Io voterò no, per salvaguardare la rappresentanza». Unica voce in un coro di dissenso verso la politica italiana e il numero considerato eccessivo dei suoi rappresentanti. Un concetto ribadito da un anziano signore: «La vicenda del bonus di 600 euro richiesto da alcuni deputati è una porcheria – dice – Sono d’accordo a tagliare il numero di parlamentari e a tagliarli di corsa. Se fosse per me – dice ironico – li taglierei proprio tutti». «È una cosa assurda – dice il titolare del bar di via San Lorenzo – Non ci sono parole per commentare questa vicenda. Sono d’accordo a tagliare il numero dei parlamentari. Ci sono tanti tagli da fare in Italia, questo è uno di quelli». Stessa opinione la esprime un ragazzo che passeggia in via San Lorenzo: «Un grandissimo errore richiedere il bonus di 600 euro. I deputati hanno già tanti privilegi, e vanno a togliere una possibilità a chi sta in difficoltà. Favorevole a ridurre il numero dei parlamentari». Un altro signore sta seduto sul suo motorino a piazza del Plebiscito, scambiando qualche chiacchiera qua e là con gli amici che passano: «Non dovevano richiedere i 600 euro. È sbagliato. Non gli bastano 12 mila euro al mese? Sono tutti incompetenti. Favorevole a tagliare il numero» dice. Lo stesso una donna seduta su un muretto a via della Sapienza. Alla domanda cosa ne pensa della politica risponde: «Tutto il peggio possibile, voterò sì al taglio, non hanno bisogno di esistere così tanti. Ci devono essere il minimo indispensabile. Tanto per quello che fanno». Un altro signore al Corso commenta così: «Sono drastico, l’argomento non merita nemmeno di essere discusso. La vicenda dei 600 euro è vomitevole». Su cosa ne pensa della politica italiana dice: «Un’altra domanda non c’è? È tutto da rifare, non c’è niente che va bene. Gente poco seria. Dicono una cosa poi ne fanno un’altra. Dicono che è vero, poi non è vero. Purtroppo dobbiamo subire questa classe politica. Sono favorevolissimo al taglio. Andrò a votare e voterò sì. Gente che non ha mai lavorato, prendono un sacco di soldi e poi accade questo», dice riferito alla vicenda dei bonus di 600 euro. Stesso commento una coppia, moglie e marito, a via Roma: «Questa costituzione è sbagliata. Fa un favore proprio a questa gente riconoscendo loro vitalizi e privilegi. Prendono troppi soldi. E non gli bastano. Cinque sei mila euro di stipendio, sarebbero anche troppi. Noi voteremo sì al taglio del numero dei parlamentari. Ma tanto, poi, faranno come gli pare. Come hanno fatto con i vitalizi. Faranno ricorso e rimetteranno i parlamentari di prima». A piazza Fontana Grande un uomo sta per entrare nel panificio e anche lui si concede a un’intervista: «Non è corretto aver chiesto 600 euro all’Inps – dice riguardo alla nota vicenda -. Penso sia ora di ridurre tutta questa gente che costa a noi popolo, gente normale. Favorevolissimo al taglio». Se gli si chiede un giudizio sulla politica italiana, risponde secco: «No comment». Chi ha già messo la sveglia per andare a votare è un altro signore che sta per prendere la macchina a piazza Fontana Grande. Anche lui si ferma per rilasciare una breve intervista: «Certo che andrò a votare per il taglio del numero dei parlamentari. Alle sette di mattina starò lì con la matita in mano».