Home Cultura “Caramelle, caramelle”: bimbi in delirio e una città in festa per la Calza della Befana.

“Caramelle, caramelle”: bimbi in delirio e una città in festa per la Calza della Befana.

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Viterbo – “Caramelle, caramelle, caramelle”: e dalle mani della capo befana arriva una pioggia di farfalline di carta colorata che mandano in visibilio i tantissimi bambini accalcati lungo il ciglio delle strade viterbesi del centro storico, dove, proprio oggi pomeriggio, 5 gennaio 2020, come da tradizione, è sfilata quella che è conosciuta come laCalza della Befana più lunga del mondo“, iniziativa lanciata venti anni fa dal centro sociale Pilastro, ma presto esondata non solo in tutta la città, ma anche fuori provincia, regione, oltrepassando i confini nazionali. È il trasporto 2020, già soprannominato venti venti, in una giornata che, dell’inverno, ha ben poco, giusto i rami scheletrici degli alberi: il clima è mite, ed è anche un giorno di festa, domenica, una serie di fortunate coincidenze che hanno contribuito a rendere questo trasporto veramente straordinario e applaudito da una folla incredibile. Più o meno degli altri anni? La domanda poco importa.  Magari il pubblico, agevolato dal clima e dal giorno festivo,  sarà stato anche più numeroso delle altre edizioni. Le strade e le piazze erano gremite di persone. Ma come fare una classifica del “successo” di un evento che ogni anno catapulta in città un mondo di fiaba e magia, narrata da miriadi di cappelli a punta, vecchie sottane e gonne a balze, calzini rattoppati, lunghi nasi terrificanti,  penzolanti su sorrisi di gomma tetri e indecifrabili, scope mirabolanti pronte a spiccare il volo. In una parola: il mondo della Befana, racchiuso tutto in quelle notti misteriose  trascorse aspettando che dal camino di casa scendesse  un sogno o un incubo. Il mondo della Befana è quello dell’infanzia, pronto a riaffacciarsi con gioia e deferenza ogni volta che torna a svolazzare una vecchia balza su una scopa, trasportando un sacco da cui non sai se uscirà una caramella o un pezzo di carbone. Chi non vorrebbe fare un salto in quel mondo, anche, e soprattutto, dopo tanti anni che esso è scomparso? Tutti. O quasi. Sicuramente tutti quelli che il 5 gennaio si accalcano lungo il percorso della Calza viterbese. E, proprio per questo, essa è, ogni anno, un grande successo, anche con qualche centinaio di persone in più o in meno. Perché  ogni anno, la Calza, riesce a trasformare la città, in una bella pagina di un libro di favole, sprigionando nuovamente quel turbinio di sogni e paure  che ci ha tenuti appesi al filo della fantasia e della suggestione da bambini, ma soprattutto coinvolgendo tutti, anche gli adulti, in questo vortice di spensierata follia che in questo giorno sembra impadronirsi della città. L’appuntamento, oggi, per tutte le Befane era a piazza del Plebiscito alle ore 14.30. All’appello hanno risposto 110 befane di tutte le età. Da bambine di pochi anni fino alla signora di 104 anni che ha fatto il percorso a bordo di una Fiat 500. Le “vecchie signore” a quattro ruote sono l’altro ingrediente principale della calza della Befana. È sopra le loro cappotte che essa viene adagiata e sfila per la città. Le Befane l’accompagnano tenendo i manici delle lunghe scope inserite tra la calza e i tettini delle auto del 500 Tuscia Club. Befane e 500: un binomio tutto al femminile, che ha sconfitto il tempo e ancora oggi esercita un fascino irresistibile in chi le guarda, da una parte la Befana e dall’altra l’intramontabile auto della Fiat. La giornata è dominata dal gentil sesso, non c’è dubbio, ma la Calza oramai ha veramente conquistato tutti, e, così, ogni anno si fa sempre più largo pure la componente maschile in versione spazzacamino. Completato il raduno, Paola Massarelli dell’Admo si prepara a dirigere il gruppo:Accapezzate il cappello“, grida alle 15.30 in punto. E via, verso San Sisto, il richiamo a Santa Rosa è esplicito, deferente, inevitabile per un viterbese, pure se sta portando la calza della Befana. Il corteo delle cento e più Befane parte verso Porta Romana, non “volano”, ma corrono parecchio, cariche degli applausi della folla che li acclama e dei tanti bambini che gridano per richiamare verso di loro il lancio delle caramelle.  Tra le befane si riconosce qualche volto “famoso”, l’assessore ai Servizi Sociali, Antonella Sberna, in testa alla calza, in versione inedita, calata dentro un tipico costume da Befana: fazzoletto della nonna, gonna “di quando avevo 15 anni”, confessa, ma per “solidarietà”, lo scopo dell’iniziativa, “si può fare”, dice Sberna. Dopo qualche minuto arriva pure l’assessore Alessia Mancini, che si limita a un completo nero e un cappello a punta. Il sindaco, prima di partire, le rivolge una simpatica frecciatina per farla osare un po’ di più, oramai alla prossima edizione. In prima fila tra le befane pure la consigliera comunale Lina Delle Monache. Anche lei si è impegnata: occhialone nero e calzini di spugna celati sotto il gonnone. Immancabile pure l’ex consigliera comunale Linda Natalini, anche lei nasone di plastica e occhialoni. A guidare il corteo delle Befane e delle Fiat 500 insieme a Paola Massarelli anche Mara Piergentili, presidente del 500 Tuscia Club che ha messo a disposizione le auto, anche lei in costume tradizionale da Befana. La giornata è dominata dalle donne-befane che, però, concedono uno spazio d’onore al presidente del centro sociale Il Pilastro, Luciano Barozzi, che la calza  l’ha ideata, sostenuta, difesa e lanciata in questi venti anni. La soddisfazione dipinta sul suo volto alla vista di una città festante gremita di folla, parla meglio di qualunque parola. La eguaglia solo quella del sindaco Giovanni Arena e dell’assessore alla cultura, Marco de Carolis: la città ha di nuovo fatto centro, e il periodo natalizio ha veramente portato a Viterbo moltissime persone, offrendo loro iniziative, attività e divertimento. Il pensiero del sindaco, oltre che alla Befane, va ai bambini: “Sono felice nel vedere così tanti bambini divertirsi in questo modo. Oramai con molti di loro siamo amici, ci vediamo nelle scuole e in tante iniziative organizzate dal comune”, dice a fine manifestazione. Accanto all’Admo, presente oggi anche l’Avis con il responsabile viterbese Luig Mechelli. Sponsor storico dell’iniziativa Confartigianato Imprese Viterbo, rappresentato oggi dal direttore generale Andrea de Simone e il supermercato Todis che ha fornito le caramelle.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.