Viterbo, 22 febbraio 2023 – Se la consulta del volontariato deve diventare più autonoma dalla politica, allora che sia proprio la politica a scrivere il nuovo regolamento senza ascoltare le associazioni del terzo settore che ne fanno parte, può sembrare quasi un paradosso. Ma è proprio questo, quello che starebbe emergendo, dopo la discussione in commissione prima e quarta, dove il nuovo regolamento è passato con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dell’opposizione formata da Lega, Fratelli d’Italia e Partito Democratico. La definizione di nuove regole è un momento cruciale per la consulta del volontariato e non aver invitato le associazioni a un tavolo di concertazione, pare proprio un’occasione persa, per rendere questo organismo effettivamente calzante alle loro reali aspettative. Lo schema di regolamento, passato l’esame delle commissioni, si avvia al voto finale in consiglio comunale, dove la maggioranza Frontini ha i numeri per tirare dritta. Ad aver presentato delle osservazioni alla proposta di regolamento, sarebbero state circa 16 associazioni, sulla circa 70/80 che formano la consulta. Dove sono tutte le altre? Sono state informate che a Palazzo dei Priori si stava decidendo il destino della consulta con un nuovo regolamento, in modo tale da poter dire la loro su una serie di nuove regole che andranno a definire ruoli ed equilibri all’interno di essa, sia tra associazioni, sia tra queste e la politica? Da quanto emerso finora sembrerebbe proprio di no. A confermarlo è la stessa assessora ai Servizi Sociali, Patrizia Notaristefano: «In questi mesi di lavoro ho avuto modo di incontrare praticamente tutte le associazioni lasciando sempre aperta la porta per accogliere le istanze e le proposte di tutti e tenendole in debito conto. La richiesta di lavorare su un nuovo regolamento, desiderato da tutte le associazioni da lungo tempo – spiega – era quindi noto. In assenza di un esecutivo, perché decaduto, rappresentativo di tutte le associazioni, ho ritenuto di accogliere comunque i suggerimenti arrivati da chi ha creduto di dare il proprio contributo, con imparzialità, assicurando di qui in avanti la massima concertazione e co-programmazione su tutte le attività che andremo a condividere in futuro». L’approccio seguito dall’assessore è finito sotto gli strali dell’opposizione: «L’assessore Notaristefano – dice Matteo Achilli (FDI) – ha certificato la non comunicazione con le associazioni di volontariato del territorio. Aver preso in considerazione indicazioni inviate da un gruppo di associazioni, senza tenere conto dell’intero comparto associativo della città, ci lascia esterrefatti». Anche la Lega aveva invitato la maggioranza Frontini a correggere il tiro: «Mandiamo la bozza di regolamento a tutte le associazioni, prima dell’approvazione», aveva incalzato il consigliere comunale Andrea Micci. Ma il patto civico è proseguito spedito. Superato il voto in commissione, ora approda in consiglio comunale. Intanto il mondo associativo resta alla finestra. Chiusa. Poiché una comunicazione formale a tutte le associazioni non ci sarebbe stata, nemmeno ai membri dell’esecutivo uscente, come Avis e Croce Rossa Italiana, anch’esse all’oscuro della discussione in corso a Palazzo dei Priori. Ma non è l’unico punto critico. Da quest’anno anche i centri sociali, diventati aps, potranno entrare nella consulta, con tutto il peso dei loro numerosi iscritti. Ma anch’esse, pur essendo realtà numericamente e sostanzialmente significative, non sarebbero state coinvolte nella stesura del nuovo regolamento. «Da dicembre siamo aps – dice Luciano Barozzi del centro sociale Pilastro – e lo abbiamo comunicato all’assessora Notaristefano, ma non abbiamo mai parlato né di consulta, né di regolamento. Ritengo sia giusto che le associazioni siano coinvolte», dice riguardo al regolamento. Stessa posizione Arduino Troili, presidente del centro polivalente La Torre: «Non siamo stati contattati. Sarebbe stato utile, però pazienza, i centri sociali polivalenti hanno tante problematiche. Come aps ora potremmo fare parte della consulta del volontariato, ma non ci hanno interpellato né sulla consulta né sul nuovo regolamento, credo nemmeno gli altri».