Draghi: «Italia riporta immigrazione in agenda europea. Fermare partenze illegali».
Nazionale, 23 giugno 2021 – «La gestione dei flussi migratori torna nell’ agenda del consiglio europeo su richiesta dell’Italia, non era più presente da giugno 2018». Lo dichiara il presidente del consiglio, Mario Draghi, nelle sue comunicazioni al senato in vista del Consiglio europeo del 24 e del 25 giugno. «Il governo – dice – vuole gestire l’immigrazione in modo quo, efficace, umano, ma non può essere una gestione solo italiana. Occorre un impegno comune per contenere flussi migratori illegali. Va organizzata l’immigrazione legale. Dobbiamo aiutare i paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace. Penso in modo particolare alla Libia. È necessario un migliore controllo della frontiera esterna dell’Unione, da cui sviluppare una base per un piano più ampio che comprenda anche il tema dei ricollocamenti. C’è una convergenza ampia dei Paesi europei sul superamento del regolamento di Dublino, concepito in una diversa fase storica, adatto a gestire numeri contenuti. Al momento – spiega Draghi – una solidarietà obbligatoria verso i paesi di primo arrivo per la presa in carico delle persone salvate in mare, resta divisiva tra i 27 stati membri. Serve, quindi, un’alternativa di lungo periodo, in modo tale che nessun Paese venga lasciato solo. Il patto migrazione e asilo proposto il 23 settembre scorso dalla commissione europea ha il merito di ricercare un cambio di prospettiva. Il negoziato sul patto dimostra che c’è ancora molto lavoro da fare», spiega ancora Draghi, puntualizzando che c’è già in corso un’intensificazione, in tempi rapidi, dei «partenariati e delle collaborazioni con paesi di origine e di transito, in particolare con i paesi africani, con lo scopo di evitare le perdite di vite umane e contrastare le partenze illegali, nonché ridurre la pressione sui confini europei». Nelle intenzioni di Draghi anche «promuovere azioni più incisive sui rimpatri anche attraverso rimpatri assistiti».
