Viterbo, 25 aprile 2020 – Nessuno squillo di trombe, nessuna voce che si leva per il discorso alla nazione, nell’aria solo i rumori lontani, sommessi, di una città sparita, raggomitolata dietro le finestre delle case, dove, dal 9 marzo sono rinchiusi gli italiani per fermare il contagio da coronavirus. È il 25 aprile, la festa della Liberazione dal nazifascismo, in una piazza del Sacrario, dove abitualmente si celebra la ricorrenza, tristemente desolata. Qualche macchina sfreccia via, ogni tanto una, due, tre persone con passo frettoloso tagliano l’ampia distesa di pietra grigia, con un carrello della spesa, o qualche busta, ansiose di tornare a casa. Qualcuno nota la corona della Provincia appoggiata alla facciata della chiesa degli Almadiani e gli dedica qualche fuggevole occhiata distratta. Proprio oggi, nel quadro delle misure che restringono i diritti fondamentali della persona a causa del Covid19, quella libertà che questa giornata vuole celebrare, si avverte ancora più forte, rimbomba nelle nostre orecchie, e la si riscopre nella sua fragilità, nella sua attitudine mai scomparsa ad incrinarsi, repentinamente e improvvisamente, proprio quando non sembra più in discussione, una meta conquistata per sempre. La celebrazione del 25 aprile stamattina a Viterbo, come in tutti i comuni d’Italia si è svolta in maniera sobria e veloce proprio a causa delle misure di contenimento del contagio Covid19 che impediscono spostamenti e aggregazioni e che non hanno permesso a molte persone di essere in piazza per la celebrazione. Anche quest’ultima ridotta all’essenziale. Il sindaco, Giovanni Arena, e il presidente della Provincia, Pietro Nocchi, si sono recati intorno alle 10.45 in via Tommaso Carletti per la deposizione della corona al liceo classico in memoria del partigiano viterbese Mariano Buratti, ucciso dai nazifascisti a Roma nel 1944. I due rappresentanti istituzionali si sono poi recati a piazza dei Caduti, sostando prima di fronte alla corona della Provincia deposta sulla facciata della chiesa degli Almadiani, poi a quella collocata sul tempietto esagonale di Santa Mara della Peste, tributando un saluto e un omaggio alla memoria dei caduti. Sullo sfondo i gonfaloni portati dalla polizia municipale e provinciale, e la bandiera dell’ampi. In piazza anche il consigliere comunale di opposizione Massimo Erbetti (M5S).





