Home Attualità Imposta di soggiorno, Arena: «L’avrei aumentata anche di più. Ora è come quella di Orvieto e Civitavecchia»
Imposta di soggiorno, Arena: «L’avrei aumentata anche di più. Ora è come quella di Orvieto e Civitavecchia»

Imposta di soggiorno, Arena: «L’avrei aumentata anche di più. Ora è come quella di Orvieto e Civitavecchia»

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ViterboImposta di soggiorno: «Se avessi potuto l’avrei incrementata anche di un importo superiore». Ad affermarlo è lo stesso primo cittadino, Giovanni Arena,  durante il trasporto della Calza più Lunga del Mondo, ieri, 5 gennaio 2019, che ha riversato nel centro storico un gran numero di persone, confermando, anche quest’anno, la grande attrazione che l’evento organizzato dal Centro Polivalente Il Pilastro è in grado di esercitare. Che il flusso turistico nella Città dei Papi sia in aumento è un dato piuttosto tangibile, senza scendere nel particolare, arrivando a definire la tipologia di turista, cosa fa quando è qui e quanto si ferma, tutti dati che potranno essere analizzati in seguito se il Comune riterrà opportuno trattare la “questione” in modo più scientifico al fine di trarne il dovuto beneficio per la città. Intanto, si può dire che essa sta diventando una meta sempre più presente negli itinerari di chi viaggia. Ma se da un alto il turismo cresce, dall’altro la città cosa fa? È in grado di porsi in concorrenza con località similari che hanno fatto del turismo uno dei volani principali della propria economia? A vedere angoli di piazze storiche rattoppati con catrame al posto del peperino, l’assenza di cestini, indicazioni turistiche che lasciano un po’ a desiderare, la prima impressione è che Viterbo “Città turistica” con la sua bella storia di Papi e di terme, e altro, debba proprio ripartire dal'”ABC”. E per farlo, le idee, qualora ci fossero, non bastano. I soldi sono fondamentali. Dove trovarli? Dove la legge prevede che debbano essere andati a prendere in questi casi: l’imposta di soggiorno. Appena introdotta dall’amministrazione Michelini, non ha riscosso molte simpatie. Ma è arrivata lo stesso. E con la sua istituzione, sono iniziati ad arrivare anche i soldi. Nel quadro generale di un’Italia in cui moltissimi Comuni  l’hanno istituita, l’imposta di soggiorno non ha fatto più tanto rumore. Ed, anzi, ha iniziato a porsi come una valida  fonte di investimento. Del resto, un flusso maggiore di persone in città, vuol dire più gente che la utilizza, più servizi comunali come l’igiene urbana, come la sicurezza, pagati con la tasse dei residenti, più trasporto pubblico, anche se in tal caso si paga un biglietto. È plausibile, dunque, che, come i cittadini pagano le tasse, il turista paghi l’uso della città. Ed è ragionevole pensare  anche che gli investimenti sulla sua dimensione turistica siano coperti da entrate dedicate come quella dell’imposta di soggiorno, senza andare a intaccare altri capitoli utilizzati per altre cose Questa un po’ la ratio della nuova imposizione fiscale. Era inevitabile, dunque, che la città di Viterbo, sull’onda del turismo crescente di questi anni, guardasse alla tassa di soggiorno  come a una fonte a cui attingere per effettuare quegli investimenti di cui Viterbo innegabilmente necessita per essere appetibile e piacevole per chi viene qui a spendere i propri soldi in ospitalità e visite ai siti storici. Dopo la sua introduzione, quindi, l’amministrazione Arena pochi giorni fa ha deciso  in consiglio comunale di ampliare la platea di soggetti a cui sarà applicata, includendo tutte le residenze turistiche di qualsiasi tipo. Qualche giorno dopo, in giunta, ha deliberato anche un aumento della misura della tassa di soggiorno.   Decisione che ha suscitato un certo disagio e una serie di proteste tra gli albergatori, ma anche da parte dell’opposizione, che ha chiesto l’annullamento perché il provvedimento con cui si aumenta la tassa non è “passato in commissione”. Arena, però, tira dritto e conferma la bontà della scelta. Lo fa anche durante il passaggio della Calza della Befana, quando ribadisce: «Anche oggi c’è un grande entusiasmo e una grande voglia di partecipare – commenta in merito all’evento – C’è grande ottimismo, e credo che questa città sia in grado di darci i futuro grandi e piacevoli sorprese. Se avessi potuto, la  tassa di soggiorno  l’avrei aumentata ancora di più, perché è una tassa indiretta che può portare grandi investimenti sulla città per quanto riguarda il turismo. Abbiamo deciso, però, di adeguarla a quelle che sono  le città come Viterbo, ma al di sotto di Siena per esempio. Il nostro livello di tassa soggiorno  è attualmente come  quello di Civitavecchia e Orvieto.   Credo sia un aumento giusto per la città. È quella che quest’anno ha avuto il maggior incremento turistico nel Lazio e credo sia corretto e intelligente  cogliere l’opportunità che ci offre questo settore. Ma è necessario fare i dovuti investimenti. La prima fonte di risorse per investire in modo diretto e visibile è la tassa di soggiorno – commenta Arena -.  Ritengo sia una scelta intelligente». A fronte di maggiori entrate, il sindaco promette più investimenti per innalzare il livello qualitativo della città: «Sì – dice – questo impegno posso prenderlo – assicura –  a iniziare dalle piccole cose, come la presenza di bagni pubblici adeguati, un maggior numero di cestini, una migliore segnaletica interna al centro storico che è piuttosto malandata, e tutto ciò che può rendere più fruibile e più bella la città». Investimenti anche sul decoro urbano, ma anche su nuove idee, come quella di realizzare un museo della macchina di santa Rosa in 3D che riuscirebbe a supplire l’impresa, apparentemente titanica, per ora, di dare alla città un museo delle macchine. «È un’idea che è stata proposta e che stiamo vagliando – dice Arena -.  Devo dire che non mi sembra una brutta idea. Anzi, si potrebbe utilizzare questa metodologia anche per altre bellezze della nostra città. Valuteremo insieme alla maggioranza».

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.