Viterbo – Gli ambulanti del mercato del Sacrario hanno, infine, accettato la destinazione “sperimentale” al Carmine decisa dal comune di Viterbo per liberare il parcheggio del Sacrario e renderlo, così, fruibile a chi, il sabato mattina, viterbese o turista, decida di fare un giro in centro storico e, venendo da fuori, utilizzare il parcheggio più grande e più prossimo al quartiere antico. Una decisione più che comprensibile, se non fosse che proprio in quel parcheggio ci sia ogni mattina il mercato cittadino. Quasi una tradizione, che si perpetua da anni. Ma come recita un vecchio detto: “Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca” , esempio di saggezza popolare per dire che ogni decisione implica un compromesso. E nella visione dell’amministrazione comunale, che pare orientata verso una Viterbo “Città della cultura“, rendere disponibile il parcheggio del Sacrario, soprattutto in vista della realizzazione del sistema museale urbano focalizzato su Palazzo dei Priori, a piazza del Plebiscito, con le sue sale affrescate, il recupero dei portici per le tavole di Sebastiano del Piombo e, forse, anche un museo multimediale della macchina di santa Rosa, avere posti auto liberi a 100 metri è sembrata la decisione più logica e lungimirante. Va anche sottolineato che il Sacrario, dove i banchi del mercato si posizionano da decenni, era in realtà una sistemazione “provvisoria”, che, all’atto pratico, è durata un tempo infinito. Perché spostare il mercato non è semplice. Né oggi, né ieri, né mai lo sarà. Si è dapprima considerata l’ipotesi di piazza della Rocca, poi via Marconi, a seguire valle Faul, via Garbini, ma alla fine la pallina della roulette si è fermata sulla zona del Carmine. Fuori le mura. Un dettaglio non da poco che è stato mal digerito dagli ambulanti, affezionati al centro storico che considerano più “commerciale” e dove hanno, in questi anni, consolidato la loro clientela. Ma la decisione del comune di Viterbo è rimasta il Carmine. Da qui la protesta degli ambulanti che si è palesata il primo sabato del trasferimento con uno sciopero. Al Carmine non è andato nessuno. Gli ambulanti hanno parcheggiato i loro mezzi al Sacrario in segno di dissenso.
Questo accadeva il 22 febbraio scorso. Il successivo, il 29 dello stesso mese, gli operatori commerciali hanno accettato la decisione del Comune e hanno aperto i banchi al Carmine. Ciò non vuol dire che il braccio di ferro con l’amministrazione locale sia terminato, gli ambulanti continuano a chiedere un’area dentro le mura. Ma, come dice uno di loro, “Mica possiamo fare festa tutti i sabati. Dobbiamo lavorare“. E così i banchi questo fine settimana sono comparsi al Carmine. Un esordio salutato da un buon numero di persone che si sono recate, come di consueto, anche se da un’altra parte, tra le bancarelle. Cautela tra gli ambulanti sul bilancio della giornata. Il loro è un commento univoco: “È presto per dire come sta andando, è il primo giorno. Tra qualche mese tireremo le somme“. Questo il pensiero più diffuso. Con alcune varianti. “Quello di stamattina potrebbe essere un fuoco di paglia – dice Danilo che vende biancheria intima -. Bisogna vedere nel tempo. Almeno due mesi. Sicuramente ci sono da modificare alcune cose, ma non mi sembra così male. Io parlo per me. Sono di Pianoscarano, mi conoscono, vengo qui anche il martedì a fare il mercato rionale. Ho già la mia clientela. A me non sta andando male. Ma altri colleghi mi dicono che stanno lavorando meno. Certo il centro era meglio. Ma se non te lo fanno fare“. Un punto critico su cui molti mettono l’accento, ambulanti e fruitori, è la mancanza di comunicazione. “Parecchia gente non sapeva nulla che stamattina saremmo stati qui “, dice Danilo. Le fa un eco di conferma una signora che sta al suo banco a guardare la merce esposta: “Mia figlia – dice – viene in palestra qui e mi ha detto che c’era il mercato. Così mi ha accompagnata. Il Sacrario per me era meglio – spiega la signora – perché ci arrivavo a piedi. So che c’è un autobus per arrivare al mercato del Carmine, ma non so gli orari”. Decisamente scontento il titolare del banco delle padelle: “Vengo a fare il mercato qui al Carmine il martedì – dice -. Con tutti questi palazzi ci dovrebbe essere un mucchio di gente. Sulla giornata di oggi ancora non posso dire nulla. Troppo presto. Vedo clienti miei del martedì. Oggi avrò servito una quindicina di persone. Poche“. Accanto a lui un cliente guarda le padelle e dice la sua: “Oggi ho trovato molto traffico. Pure al Sacrario andavo di rado. Ci andavo a piedi perché il parcheggio per la macchina laggiù non si trova davvero“. Sul parcheggio ognuno ha la sua opinione: chi la dice “cotta” e chi “cruda”. “Al Sacrario andavo a piedi – dice Anna – qui devo prendere la macchina. Non so ancora dare un’opinione“. Chi la esprime, è la signora Luisa: “Vengo dalla Quercia – dice -, trovare parcheggio qui è un disastro, al Sacrario, invece, parcheggiavo meglio. Poi la zona era più accattivante. Facevo una passeggiata in centro che oramai è morto. Ci vado anche dentro la settimana”. Opinione opposta di Lucia e Rinaldo: “Qui al Carmine ci piace – dicono – prima al Sacrario dovevo accompagnare mia moglie – dice lui – e andarla a riprendere perché era impossibile trovare parcheggio. Qui almeno c’è posto per lasciare l’auto”. Lisa la pensa in un altro modo: “Vengo da Cura e qui mi sembra troppo fuori mano. Il parcheggio non si trova. Prima il mercato era più centrale. Parcheggiavo dove mi capitava”. “Al Sacrario lo trovavo più comodo – dice Mara -. Io vengo da Santa Barbara, parcheggiavo a Valle Faul e salivo al mercato. Capisco, però, che c’è la necessità di lasciare libero il parcheggio. Il mio commento oggi è cautamente positivo”. Convinti sostenitori del mercato al Carmine sono, invece, Pino e Carla, che in questo quartiere risiedono: “Purtroppo c’è questa idea del Carmine come il quartiere della case minime – dicono – c’è un po’ di pregiudizio a nostro avviso, perché questa, secondo noi, è un’ottima zona per fare il mercato il sabato”. E sulla “reputazione” del quartiere rilanciano: “Il Sacrario non ci sembra meglio, è pieno di spacciatori stranieri”, dicono, “Qui, poi, oltre ad esserci spazio e gente, c’è anche un grande giardino pubblico con i giochi per i bimbi, a disposizione delle famiglie”.
Tiziana Marinelli.