Home Attualità Raggi (Direzione Italia): “Viva Viterbo cena con il centrodestra, ma alla prima occasione torna a sinistra? Troppa ambiguità, in coalizione vogliamo persone leali al centrodestra.

Raggi (Direzione Italia): “Viva Viterbo cena con il centrodestra, ma alla prima occasione torna a sinistra? Troppa ambiguità, in coalizione vogliamo persone leali al centrodestra.

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Per il gruppo di Filippo Rossi (Viva Viterbo) la strada per un eventuale ingresso nel centrodestra avrebbe preso una scoraggiante pendenza: tutta in salita.

Tutta colpa del “pallottoliere” che, dopo le elezioni di Pietro Nocchi alla presidenza del consiglio provinciale di Viterbo, continua a girare e a riconsegnare lo stesso sorprendente risultato. Un numero che ha gettato grossi dubbi su larghi ambienti del centrodestra su quale sia l’attuale posizionamento proprio di Viva Viterbo. È a destra o a sinistra? O magari da entrambe le parti. Chissà.

I candidati consiglieri provinciali del centrodestra su Viterbo hanno preso in tutto 11 voti. Nelle elezioni provinciali non sono i cittadini a votare, ma i consiglieri comunali di Viterbo. Se a sostenere i candidati del centrodestra a Palazzo Gentili fosse stata anche quella stessa aggregazione politica che sempre più spesso appare in incontri conviviali pubblici, formata da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Fondazione, Viva Viterbo, i voti totali ottenuti dai candidati di centrodestra avrebbero dovuto essere 13 e non 11. E cioè i voti di: Claudio Ubertini (FDI), Giulio Marini (FI), Antonella Sberna (FI), Goffredo Taborri (Direzione Italia), Vittorio Galati (Gruppo misto), Elpidio Micci (Gruppo misto), Luigi Buzzi (FDI), Gianluca Grancini (FDI), Gianmaria Santucci (Fondazione, Sergio Insogna (PSI), Francesco Chicco Moltoni (GAL), Maria Rita de Alexandris (Viva Viterbo), Filippo Rossi (Viva Viterbo).  Totale 13. Ma i voti arrivati ai candidati provinciali di centrodestra sono stati in tutto 11. Mancherebbero due voti all’appello. Due consiglieri, tra quelli citati, non avrebbero votato per il centrodestra ma, con molta probabilità, per qualche candidato di centrosinistra. Chi sono? I sospetti del centrodestra si sarebbero concentrati su Viva Viterbo, tanto che Ottavio Raggi, componente dell’assemblea nazionale di Direzione Italia, ha rivisto nettamente la sua iniziale apertura nei confronti di un’eventuale alleanza con Viva Viterbo alle prossime elezioni comunali di Viterbo. Tanto più che i due voti mancanti avrebbero, secondo Raggi, fatto perdere un consigliere provinciale al centrodestra, impedendo che scattasse il quinto consigliere: Guido Cianti, proprio di Direzione Italia. La vicenda della Provincia sembra, dunque, allargare il fronte di chi, all’interno del centrodestra vorrebbe chiudere le porte al gruppo di Rossi, qualora decidesse di allearsi con il centrodestra per la conquista di Palazzo dei Priori. Alla luce di tutto ciò Raggi afferma: “Come ho detto che non ci sono veti per nessuno, dico, con molta fermezza, che non devono esserci nemmeno ambiguità. Riguardo a Viva Viterbo voglio essere molto preciso: aveva manifestato l’intenzione di voler rientrare nel centrodestra, ma doveva dimostrarlo. Non è possibile che una volta stia di qua e una volta stia di là, o che stia contemporaneamente con tutti. Procediamo con ordine: Viva Viterbo, a mio avviso, è già stato politicamente scorretto alle elezioni comunali del 2013 a Viterbo, perché è stato eletto in minoranza, poi, dal primo consiglio comunale, è subito passato in maggioranza. Questa, secondo il mio personale parere, non è correttezza politica. Così facendo, infatti, ha tolto voti al centrodestra  al consiglio comunale di Viterbo, sapendo da subito che sarebbero stati in maggioranza. Dopo 4 anni di amministrazione Michelini, Viva Viterbo chiude il discorso con il centrosinistra al comune di Viterbo. A parte che qualcuno ci dovrebbe spiegare come mai il giorno prima andava tutto bene, dal giorno dopo andava tutto male. E poi, da un momento all’altro, passano all’opposizione, e si mettono a votare contro le stesse delibere che loro stessi hanno  contribuito a fare?  Qui, a mio avviso, c’è un’altra ambiguità di Viva Viterbo dal punto di vista politico”. Chiuso il matrimonio con il centrosinistra al comune di Viterbo, Viva Viterbo appare più di una volta a incontri, più o meno formali, di una parte del centrodestra: Forza Italia e Fratelli d’Italia. Non partecipa la Lega e altri ambienti del centrodestra. Ma, “alla prima occasione in cui il centrodestra si presenta unito – tuona Raggi riguardo alle ultime elezioni provinciali – i due consiglieri di Viva Viterbo potrebbero aver votato dall’altra parte, con il centrosinistra. Siamo portati a supporre questo in base al computo dei voti ottenuti dai nostri candidati. Abbiamo il forte sospetto che Rossi e De Alexandris abbiano votato per un candidato di centrosinistra. Ci mancano due voti –ribadisce Raggi -. A questo punto bisogna fare seriamente chiarezza all’interno del centrodestra. Perché è vero che non mettiamo veti, ma è pure vero che la squadra deve essere formata da persone leali al centrodestra”. Dopo le elezioni provinciali, dunque, la strada che potrebbe portare Viva Viterbo nel centrodestra è sempre più stretta. Su una probabile alleanza con il gruppo di Filippo Rossi alle prossime elezioni comunali c’è già il semaforo rosso della Lega, a cui si è aggiunta la posizione contraria anche di Giulio Marini e Unione della Tuscia. E ora anche Ottavio Raggi che pure all’inizio non aveva rifiutato un dialogo con Viva Viterbo. Ma oggi l’esponente dell’assemblea nazionale di Direzione Italia ha innescato la retromarcia. “Dopo ciò che è successo alle elezioni provinciali, il discorso con Viva Viterbo va rivisto – afferma -.  C’è un’ambiguità. Aveva la possibilità di dimostrare di essere nel centrodestra, e alla prima occasione ce li siamo, probabilmente, ritrovati dall’altra parte. Quindi potrebbe essere che proprio grazie agli “amici” di Viva Viterbo non abbiamo il quinto consigliere provinciale”. Raggi punta il dito anche sull’operazione Montefiascone: “Non è stata molto  trasparente”, dice riguardo alla decisione dei consiglieri di maggioranza di centrodestra di votare il sindaco di Montefiascone, Massimo Paolini, candidato nella lista di Moderati e Riformisti con il centrosinistra. Tornando a Viva Viterbo, Raggi rimarca la sua posizione: “Al di là delle cene o delle riunioni che si possono fare, quel che conta sono i fatti. E Viva Viterbo alle ultime elezioni, sospettiamo che possa aver votato per il centrosinistra.  Ora c’è da chiedersi come si fa  a fidarsi di persone che alla prima prova potresti ritrovarteli dall’altra parte?Chi è, allora, che vorrebbe tenere la porta aperta a Viva Viterbo nel centrodestra? “Questo non lo so – dice Raggi – non so chi li inviti a cena – afferma con un pizzico di ironia – nessuno dice di averli invitati, però ci sono. Quindi qualcuno li inviterà. Sarà bello scoprire chi sia. Magari prima o poi dirà pubblicamente di assumersi la responsabilità di averli invitati”. Da qui la conclusione che: “Serve al più presto un chiarimento nel centrodestra per dire cosa vogliamo fare, dove vogliamo arrivare. Noi vogliamo riprendere il comune di Viterbo, perché ce lo chiede il nostro elettorato. Ma dobbiamo ritornare con un programma condiviso e con persone che siano leali al centrodestra. Se qualcuno ha “tradito”, tra virgolette – conclude Raggi -. Non possiamo fidarci. Non possiamo andare al governo della città con qualcuno che in un batter d’occhio potresti ritrovartelo dall’altra parte”.

No, dunque, a vittorie semplicemente “numeriche”, ottenute con una fusione “a freddo” tra realtà politiche lontane e figure che hanno poco in comune. Le cosiddette “ammucchiate” politiche.

Non sono d’accordo sull’affermazione ‘intanto vinciamo’”, dice Raggi, “Si deve vincere per poter governare, altrimenti facciamo solo del male alla città”.

 

Tiziana Mancinelli

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.