Viterbo, 29 settembre 2023 – Riceviamo e pubblichiamo –
Situata nella campagna falisca dell’agro di Nepi, vi è una piccola realtà artigiana e culturale, la quale da anni si impegna nel recupero e nello studio delle auto classiche italiane, nonché di tutti quei macchinari e tecniche di lavorazione dell’epoca. Si tratta dell’associazione culturale “Vecchibulloni”, un piccolo vanto della provincia di Viterbo in questo specifico settore. Il presidente, Piergiorgio Ottaviani, assieme a una squadra di soci, maestri battilastra, esperti meccanici, verniciatori e quant’altro, da tre anni portano avanti un progetto di restauro veramente particolare ed unico, che la domenica passata è stato presentato pubblicamente a pochi giorni dalla consegna finale. Si tratta di una particolare automobile a forma di scarpa, sormontata da una scatola gigante di lucido da scarpe girevole! Chiamata semplicemente “La Scarpa”, si tratta di un veicolo pubblicitario degli anni Cinquanta di proprietà della Deisa-Ebano Spa di Bologna, nota azienda fondata dalla famiglia Rossi, che dal 1926 è presente nelle case degli italiani e di mezzo mondo con i suoi prodotti per la cura delle calzature, come il famosissimo “calzanetto”.
Questa vera opera d’arte delle produzioni artigianali di lamiera italiane, venne sviluppata partendo dalla base di un furgonato Fiat 615, trasformato in una vera e propria scarpa dalla carrozzeria Grazia di Bologna, all’epoca famosa per le sue conversioni di mezzi in ambulanza, autolettiga e carri funebri. Inoltre, sempre durante la sua realizzazione, lavorarono sulla parte meccanica anche i maestri della Stanguellini di Modena, i quali realizzarono anche l’allungamento del telaio originale.

Ma perché venne creata questa bizzarra automobile? Dobbiamo immergerci nel recente passato del nostro paese, dove la televisione ancora non era presente in tutte le case, ancora non aveva quell’impatto mediatico che possiede oggi e tantomeno quella forza di trasmettere un messaggio pubblicitario. Vi erano però tante manifestazioni sportive ed eventi nazionali, come il Giro d’Italia o la 1000 Miglia, dal vasto seguito, e queste sì che potevano rappresentare per una azienda il momento di mostrarsi al pubblico e far conoscere i proprio prodotti. Si ebbe così un fiorire di commissioni per avere il veicolo pubblicitario più estroso e rappresentativo della propria azienda, unico, artigianale ed irripetibile. Così nacque anche “La Scarpa” di Ebano, nello specifico per seguire il Giro d’Italia del 1953, forse qualcuno dei lettori ancora si ricorda di averla vista passare.

Ma il tempo cambia i costumi, la società muta velocemente, e per oltre sessant’anni il veicolo giace in uno stato di abbandono all’aperto, arrivando a versare in condizioni critiche. Considerato obsoleto, mangiato dalla ruggine, divenuto ricovero per ogni genere di animale urbano e persino danneggiato dalla caduta di un albero, si credeva impossibile il suo recupero. Nessuna grande realtà nota nel mondo del restauro volle tentare l’impresa. Ma dalla Tuscia viterbese, credendoci, il team di Vecchibulloni ha risposto “presente!” alla chiamata di Ebano, che ancora oggi è una realtà di primo ordine sul mercato, la quale ha voluto a sua volta crederci ugualmente.
E così, alla presenza di alcune decine, tra esperti ed appassionati che si sono presentati domenica presso i locali nepesini dell’associazione, è stata presentata, finalmente ultimata, “La Scarpa”, con una madrina di eccezione per l’evento, la dottoressa Maddalena Rossi di Ebano, alla quale va il merito di aver creduto nel restauro eroico ed impossibile di questo importante legato familiare. A breve, il veicolo sarà consegnato e rientrerà a Bologna, per tornare a calcare lo scenario della fiere internazionali e non solo.
