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Statali: ritorno in ufficio già da lunedì. Brunetta taglia smart working.

Statali: ritorno in ufficio già da lunedì. Brunetta taglia smart working.

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Nazionale, 30 aprile 2021 – Pubblico impiego, da lunedì 3 maggio si torna in ufficio. Ieri il governo ha approvato il decreto legge sulle proroghe contenente anche una parte sullo smart working dei dipendenti pubblici che ha introdotto una serie di novità. La prima, più eclatante, l’eliminazione dell’obbligo per le amministrazioni pubbliche di tenere in lavoro agile almeno il 50 per cento dei dipendenti. Il giorno immediatamente successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del documento, probabilmente il 3 maggio, l’ente potrà richiamare i dipendenti di cui necessita in presenza al lavoro. Soddisfazione da parte del ministro, Renato Brunetta. «La Pa torna alla normalità – ha detto – a dare precedenza alle famiglie e alle imprese uscendo dai vincoli della pandemia». Il ritorno dei dipendenti in ufficio sarebbe stata presa in pieno accordo con il Cts, il Comitato tecnico scientifico. Così fanno sapere dal ministero. Dovranno essere garantite condizioni di sicurezza in ufficio, con il rispetto delle distanze e i dispositivi di protezione individuale. Fino alla fine dell’anno lo smart working potrà comunque essere concesso in modalità semplificata purché sia garantita  l’erogazione dei servizi  con «regolarità ed efficienza», nonché «nel rigoroso rispetto dei tempi». Nel decreto si riduce dal 60 al 15 la percentuale di personale che può lavorare da remoto.  Nel prossimo decreto sulle semplificazioni, potrebbero arrivare nuove modifiche con l’introduzione di piani di “reingegnerizzazione” delle procedure di erogazione dei servizi dei singoli uffici e la percentuale minima del 15% potrebbe alla fine sparire.

«Si torna alla normalità – scrive Brunetta sulla sua pagina Facebook –  addio alla soglia minima del 50% per lo smart working nella Pubblica amministrazione. Fino alla definizione della disciplina del lavoro agile nei contratti collettivi del pubblico impiego, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, le amministrazioni pubbliche potranno continuare a ricorrere alle modalità semplificate relative al lavoro agile, ma sono liberate da ogni rigidità. È la novità del decreto legge “proroghe” approvata oggi in Consiglio dei ministri su mia proposta.
Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone per introdurre da un lato la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall’altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici. Fino a dicembre le amministrazioni potranno ricorrere allo smart working a condizione che assicurino la regolarità, la continuità e l’efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese. Un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Comitato tecnico-scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti.
A regime, dall’inizio del 2022, la norma conferma l’obbligo per le amministrazioni di adottare i Pola (Piani organizzativi del lavoro agile) entro il 31 gennaio di ogni anno, riducendo però dal 60% al 15%, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, la quota minima dei dipendenti che potrà avvalersi dello smart working».

Nel decreto è stato anche prorogato fino a fine anno il rafforzamento dei poteri speciali anti-scalata, i cosiddetti golden power, che hanno lo scopo di fronteggiare i rischi di assalti alle aziende nazionali approfittando della crisi economica indotta dalla pandemia.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.