Taglio dei parlamentari, Meloni: «Abbiamo sempre sostenuto il sì. Vittoria anche nostra».
Roma, 22 settembre 2020 – Quindici regioni al centrodestra che conquista le Marche, 5 al centrosinistra. Secondo Giorgia Meloni il quadro è chiaro: «Il governo nazionale esce indebolito e perde un’altra regione, le Marche. I dati elettorali – dice la leader di Fratelli d’Italia – parlano di una difficoltà nel primo partito in Parlamento che si è ritrovato a fare la lista civetta del Partito Democratico. Stiamo tornando verso il bipolarismo tra due visioni diverse e contrapposte». Giorgia Meloni parla anche del risultato del referendum: «Noi abbiamo sempre sostenuto il sì. Abbiamo votato 4 volte la legge in parlamento. Siamo l’unico partito a non aver prestato senatori per la richiesta di referendum. Fosse stato per noi la legge sarebbe stata già operativa senza referendum. Altri hanno lo hanno chiesto per ragioni in cui non entro. Probabilmente qualcuno riteneva di celebrare il referendum contestualmente alle elezioni regionali, per tentare di distogliere l’attenzione dalla sconfitta alle amministrative e poter vendere la vittoria del sì, come la sua. Nessuno politicizzi la vittoria del sì come la vittoria del Movimento Cinque Stelle. Quella legge è stata approvata con il consenso fondamentale delle opposizioni come Fratelli d’Italia. Il dato da considerare è quello del no che fino a tre mesi fa avrebbe oscillato intorno al 3-5 per cento. Dopo la politicizzazione che il Cinque Stelle ha tentato di fare di questo referendum, il no è salito a percentuali diverse. È questo il dato politico da guardare, non l’affermazione del sì, su cui si erano impegnati trasversalmente i partiti di maggioranza e di opposizione. Oggi abbiamo un parlamento che non rispecchia la qualità e la quantità della situazione che c’è in Italia. Gli italiani hanno votato per tagliare i parlamentari e non si sentono rappresentati dai partiti in Parlamento – prosegue Meloni – Non con quei pesi. Questo porta al tema delle riforme. Sono convinta che debbano essere fatte, ma non da questo Parlamento nazionale. In un paese normale all’indomani di questo voto si sarebbe dovuto consentire agli italiani di scegliere anche in base alle proposte dei partiti sulle riforme costituzionali. Quando accadrà – conclude Meloni – faremo una campagna molto convinta per un sistema presidenziale anche in Italia. Mantenere un Parlamento di fatto bloccato con compromessi al ribasso per i prossimi tre anni per eleggere il Presidente della Repubblica, non è quello che sogniamo per questo Paese. Quel che vogliamo per questa nazione è che siano gli italiani ad eleggere il Presidente della Repubblica».