Viterbo – Viterbo: “Città della Cultura”, la visione che potrebbe concretizzarsi nella programmazione strategica del comune di Viterbo, proposta da Forza Italia, incontra il favore di Alessia Mancini, assessore allo Sviluppo economico di Fondazione, che detiene anche la delega al “Cinema“. Una parola che a Viterbo ha un suo peso. Rilevante. Non solo per il Tuscia Film Fest, rodato da anni, con un respiro internazionale, ma perché quello che vediamo al cinema e alla tv, accade, a volte, che nasca proprio a Viterbo. La Città dei Papi è da sempre un set naturale per pellicole anche di una certa importanza. Come dimenticare il Vigile Urbano di Alberto Sordi, il maresciallo Rocca e tanti altri. Una vocazione naturale che negli ultimi anni è decollata portando a Viterbo nomi del calibro di George Clooney, la produzione dei Medici, arrivando perfino a solleticare l’interesse di Steven Spielberg. Viterbo: città scelta da Giorgio Capitani come residenza, e non solo da lui. In un vicolo di San Pellegrino visse pure Alfredo Cattabiani, il primo traduttore ufficiale in Italia del Signore degli Anelli, innamorato del centro storico viterbese. Insomma Viterbo la notorietà ce l’ha nel sangue. Come restare indifferenti al suo volto cupo e fascinoso che ci scruta dalle severe mura medioevali. Il “Cinema” ha trovato qui la sua culla privilegiata, grazie anche alla vicinanza con la Capitale. E proprio questo settore potrebbe diventare un tassello importante della Città della Cultura, una visione che potrebbe iniziare a delinearsi già dal prossimo bilancio comunale, pur guardando al 2033, quando Viterbo potrebbe provare a conquistare il titolo di “Capitale europea della cultura”.

“Da quando si è insediata l’amministrazione Arena – dice Alessia Mancini – il cinema ha portato a Viterbo circa due milioni, considerando anche tutto l’indotto che si è creato: alberghi, ristoranti, il pagamento delle location e dell’uso di strutture pubbliche come i parcheggi, catering, tasse e autorizzazioni. Non dimentichiamo, inoltre, il ricorso a nostre professionalità locali, spesso ci chiedono di fare il casting, nonché ad artigiani del posto. Le troupe ritornano, ciò significa che si sono trovati bene. Che la macchina amministrativa funziona. Torna la Lux Vide della produzione “I Medici” che girerà un sequel. Ma anche altre, rimaste soddisfatte sia delle scenografie della città, sia dei servizi”, prosegue Mancini. Riguardo a quest’ultimo punto, il Comune si è organizzato già da tempo con la “costituzione di un ufficio che si occupa di tutto – spiega l’assessore -. Le produzioni arrivano, riempiono un unico modulo, e l’amministrazione si occupa di organizzare tutto. Viterbo ormai è abituata ad avere dei set cinematografici e anche i cittadini. Tutto è strutturato e la città risponde molto bene. Il cinema può trasformarsi in un grande volano, sia a livello di marketing territoriale, sia per la promozione culturale. Su Viterbo siamo in procinto di girare film incentrati su tre diversi periodi storici e tre personaggi realmente vissuti che hanno fatto la cultura italiana, mi riferisco a San Francesco d’Assisi, Caravaggio, e, in futuro, potremmo ospitare anche una produzione su Leonardo da Vinci. Per i primi due stiamo chiudendo, il terzo non è ancora sicuro. È chiaro che Viterbo, come Capitale europea della Cultura ha un bel patrimonio da portare in dote con il “Cinema”, che sicuramente contribuirà a dare una spinta importante alla candidatura del 2033. Non dimentichiamo che Matera ha iniziato il suo percorso, in tal senso, partendo proprio da un film”, conclude Mancini.
Tiziana Mancinelli
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