Viterbo, 11 gennaio 2024 – Quella di oggi è una data che resterà nelle memorie del Sodalizio: 4 pullman di facchini sono partiti stamattina alle 6 alla volta del Vaticano, per un’udienza privata da papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio. Sono circa 185 i facchini in viaggio: un pullman da 81 persone e tre da 52, accompagnati anche da rappresentanze istituzionali locali e della diocesi di Viterbo e i responsabili della rete delle Macchine a spalla. Insieme ai grandi, ci saranno anche i bambini facchino e quelle che, quest’anno, hanno scritto un’altra pagina di storia: le bambine che, per la prima volta nella tradizione del Trasporto, hanno portato la minimacchina. Quella del centro storico che ha aperto anche alle donne la possibilità “concreta” di diventare facchino di santa Rosa. I mini facchini saranno circa trenta, appartenenti ai tre comitati.
Il Sodalizio, per la prima volta nella storia in udienza privata dal papa, donerà al Santo Padre una riproduzione di Gloria alta un metro e mezzo e un ciuffo. Non uno qualunque. Un pezzo unico diventato in queste ore unico, dal momento che reca la dedica al papa, un’immagine dipinta dall’artista viterbese Michele Telari, raffigurante cupola e statua di San Pietro e la scritta: “Semo tutti de ‘n sentimento”. Ma cosa diranno i facchini al papa in questa opportunità di incontrarlo privatamente da vicino? Sicuramente lo inviteranno al trasporto del 3 settembre 2024, l’anno dell’esordio della monumentale Dies Natalis, la macchina di Raffaele Ascenzi che ha vinto il concorso di idee 2024-2028.
A raccontare la giornata di oggi, è lo stesso presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini: “Questa udienza per noi è una novità”, dice, “ma anche un’opportunità di vedere il papa. Non ci era mai successo in questa forma”, sottolinea. Il primo e l’ultimo incontro “ravvicinato” del Sodalizio con un pontefice fu il “27 maggio 1984, quando Giovanni Paolo II, al quale fu dedicato un trasporto straordinario, venne a Viterbo e all’arrivo della macchina a piazza del Plebiscito scese da Palazzo dei Priori a salutare i facchini”, ricorda commosso Massimo Mecarini. “Portammo la Macchina sotto la pioggia”, aggiunge, “arrivati a piazza del Plebiscito l’acqua smise di scendere. Il papa si affacciò, pronunciò il suo discorso, poi fece quella cosa non prevista dal protocollo, scese di sotto a salutarci. Per noi fu una grande emozione”, racconta il presidente del Sodalizio che, in questa veste, con l’udienza di oggi da papa Francesco, può dire di avere incontrato nei suoi 16 anni da presidente del sodalizio, ben tre pontefici.
Dopo Papa Giovanni Paolo II, venne a Viterbo, papa Benedetto XVI, il 6 settembre 2009. “Vide la Macchina al santuario. Noi facchini andammo tutti lì a salutarlo e insieme al capofacchino Sandro Rossi gli donammo un bozzetto”, dice il presidente del sodalizio. Chissà che il 3 settembre 2024 non sia proprio la data del terzo papa a Viterbo per il Trasporto dedicato a Rosa, la santa patrona della città.






