Rifiuti, appalto ponte, Marini (FI): “Il sindaco finora ha taciuto. Ma le linee guida erano irrealizzabili”.
Viterbo – Ha fatto discutere parecchio la decisione dell’amministrazione di centrodestra al comune di Viterbo di procedere con l’appalto ponte per la gestione del servizio di igiene urbana fino al nuovo bando pluriennale. C’è chi ha annunciato di voler “portare le carte in procura e alla Corte dei Conti“, come Massimo Erbetti (M5S) e Giacomo Barelli (Viva Viterbo) e chi, come la leader di Viterbo 2020, Chiara Frontini, ha attaccato il sindaco Arena per “aver perso tempo dieci mesi” e quindi non essere riuscito a fare un bando pluriennale, ma anche per i costi dell’appalto ponte “10 milioni e 620mila euro per un anno“, fa notare Frontini insieme ai “500mila per espletare il bando di gara” che, sempre secondo Frontini, “con una programmazione fatta per tempo si sarebbero potuti risparmiare”. La discussione sull’appalto ponte è tornata anche in consiglio comunale nella seduta dedicata all’approvazione del Pef, piano economico finanziario. Ad aprire le danze il consigliere comunale, Alvaro Ricci (Pd): “Non capisco perché, nonostante la nostra disponibilità, non abbiate modificato le linee guida, proseguendo con il bando per l’appalto pluriennale – dice Ricci – Sull’appalto ponte questa maggioranza ha lasciato solo il sindaco – prosegue Ricci – Il consiglio comunale si è disperso qua e là dietro alla crisi. Ma il vero problema non è questa, quanto l’appalto ponte. Io stesso avevo detto al sindaco di non fare nessunaprocedura di gara se non aveva approvato le linee guida, un elemento importante della volontà del consiglio comunale”. La polemica, dunque, non si smorza e allora ci pensa Giulio Marini, capogruppo di Forza Italia, a buttarci sopra qualcosa di freddo. O meglio di gelato. Come le docce. Quelle improvvise. “Il sindaco finora ha taciuto – dice -. Ma la verità è che quelle linee guida lasciate dall’amministrazione Michelini e commissionate a un noto studio, erano insostenibili. Non potevamo applicarle. E, quindi, siamo dovuti tornare indietro. Bisogna dire la verità. Quel lavoro è stato non qualificabile. Quando il sindaco se lo è trovato davanti, ha capito che non si poteva portare a compimento quel percorso. Se lo avessimo fatto, la tariffa sarebbe schizzata a livelli insostenibili. Ora, con il nuovo incarico che è stato dato, cercheremo di modellare meglio possibile quello che è stato fatto nel passato. Ma l’appalto ponte è stata l’unica via percorribile, visto che non c’era il tempo necessario per portare a compimento le linee guida modificate. Quando eravamo all’opposizione quelle linee non le abbiamo votate. Esse comportavano un aumento esponenziale della tariffa”, conclude Marini.