“Non chiamatela Notte bianca”, i commercianti: «Poca gente, poca pubblicità, al centro serve altro».
Viterbo, 19 dicembre 2022 – “Non chiamatela Notte Bianca”: il flusso del sabato pomeriggio, poi la maggior parte tutti a casa o altrove, magari dopo aver consumato una buona cena nei ristoranti del centro.
Sicuramente una giornata allietata dalle iniziative messe in campo dal comune di Viterbo con musica, animazione, fontane illuminate. Ma dopo le 21 per vie e piazze nessuno fa a gomitate per camminare. La zona da piazza della Morte fino al Duomo è priva di attrazioni, allestimenti, stand e pure di persone. Poche. San Pellegrino, vivacizzato dai locali, richiama il solito flusso di giovani. Il Corso ha una sua attrattiva, ma dopo le 21 la gente inizia a scemare e anche piazza delle Erbe appare semivuota. Piazza del Plebiscito richiama persone alla pista di pattinaggio, ma il pienone che ci si aspetterebbe da un evento che non si chiama Notte Bianca, e pure nel nome vuole essere qualcosa di più, non c’è. Uno scenario confermato oltre che dalla documentazione fotografica prodotta tra le 21.15 e mezzanotte, ma anche da chi era sul campo, con il negozio aperto fino a sera.

All’indomani dell’evento organizzato dal comune di Viterbo: “Non chiamatela Notte Bianca”, i commercianti dicono la loro. Edoardo del bar in zona San Pellegrino – Piazza della Morte non ha dubbi: «Qui non c’era nessuno – dice – così come in piazza del Comune, Piazza delle Erbe vuota. Una certa concentrazione si è registrata a Piazza San Carluccio, ogni sabato sera è meta di giovani. Se mi posso permettere, a mio avviso, questa Notte (non) Bianca è stata un fallimento, non era come doveva essere, come quella organizzata questa estate, con tanta gente che girava tra piazza del Comune, piazza delle Erbe, il Corso. Mi è sembrata tutta un’altra cosa». Secondo Edoardo il motivo potrebbe essere «Poca pubblicità e forse anche poco interesse da parte dei giovani ad andare per negozi».
Stessa analisi fa Mara, titolare di un’attività a forte attrazione turistica nel quartiere medioevale: «Sono sincera, un po’ di passaggio c’è stato, ma erano più che altro ragazzi. Non c’è stato il pienone che ci aspettavamo. C’è tanta gente che viene, entra e mi chiede dove sono i mercatini, cosa c’è a Viterbo. Perché non c’è niente», dice Mara che riguardo a Non chiamatela Notte Bianca dice: «Non c’era gente, e la cosa che mi dispiace più di tutto, è che tutti quelli che abbiamo perso quest’anno, sarà difficile recuperarli. C’è chi va ad Arezzo, ma anche a Capranica e a Vetralla ci sono i mercatini. Quest’anno Viterbo lascia un po’ a desiderare».

Stesso pensiero, spostandosi verso il Corso, quello di Ramona che ha un negozio di abbigliamento in via Roma: «Siamo dentro il negozio dalla mattina alla sera – dice – non so quanta gente possa esserci stata ieri sera. Mi è sembrata quella di un normale sabato. Però posso dire che, per me, dati alla mano, questo è il peggio Natale mai visto».
Meno dura Emanuela, in un altro negozio di abbigliamento zona Corso: «Niente di eccezionale», dice riguardo a “Non chiamatela Notte Bianca”. «C’è stato un movimento discreto – dice – ma niente di eccessivo, come dovrebbe essere una notte bianca»
Secondo Simona, guida turistica, l’iniziativa del Comune del 17 dicembre «È buona, forse, però, non è stata pubblicizzata abbastanza. Mi sono resa conto che, facendo la guida, anche i turisti non ne sapevano nulla. Mi aspettavo più gente, anche perché in questi giorni c’è un buon flusso di turisti. Ci sono sabati in cui ci sono più persone, se consideriamo che siamo anche in periodo natalizio, non pioveva, con le temperature si stava bene. Mi aspettavo molto di più». Conferma anche lei che le piazze erano pressoché vuote». Per quanto riguarda gli allestimenti natalizi: «Siamo passati da addobbi eccessivi a quasi nulla. Ci vorrebbe più luce, più vitalità». In due parole: «Più clima natalizio», dice Simona.
Marina, titolare di un’attività commerciale molto frequentata al Sacrario: «I turisti arrivano qui in piazza, non c’è luce, non c’è niente durante la settimana. Anche la domenica la gente non c’è. Il Natale è un periodo che noi tutti commercianti aspettiamo tutto l’anno». Tornando al Corso, Sabrina titolare di un altro negozio di abbigliamento per donna crede poco all’efficacia di questo tipo di iniziative: «Le Notti Bianche a dicembre non hanno senso secondo me. La gente gira e non compra. Per tirare su la città, servono tante altre cose. Fino alle 21 qualcuno c’è stato, poi il Corso si è svuotato – dice -. Le famiglie e i bambini a dicembre vanno a dormire. Ieri sera le persone uscivano dai ristoranti e andavano a casa. A mio avviso non è questa la soluzione per tirare su il centro storico. Serve molto altro».
