Viterbo, 29 agosto 2020 – Un famoso spot del 1985 cantava: «Se qualcuno ruba un fiore per te, sotto, sotto, c’è….» e seguiva il nome di una marca di deodorante. Stavolta, invece, sarebbe il caso di dire che «sotto, sotto c’è…» semplicemente un ladro di fiori che avrebbe preso di mira il quartiere medioevale e che per le modalità con cui colpisce crea un fitto mistero intorno alla sua figura. Il fantomatico «Arsenio Lupin» alle violette, infatti, utilizza sempre lo stesso metodo: non porta via i vasi, ma con quella che potrebbe essere una paletta, sradica le piante con precisione chirurgica e le asporta insieme alla zolla di terra. Ma non è tutto: prenderebbe solo le piante con i fiori. Tanto che in alcuni vasi che ne contenevano più di una, quella fiorita è stata

presa e quella verde no. Insomma il ladro di fiori del quartiere medioevale ha dei gusti precisi. Ma, soprattutto, nessuno l’ha mai nemmeno intravisto. Un’ombra, una traccia. Nulla. Sembra un fantasma. Neppure quando a fine luglio ha fatto una vera e propria razzia, rubando numerose decine di piante a diversi locali situati tra via San Lorenzo e piazza Santa Maria Nuova nessuno avrebbe visto o sentito nulla. Un bel bottino fatto tutto in una sera che sicuramente avrà richiesto l’utilizzo di un mezzo grande per caricare tutte le piante e un impiego di tempo notevole per sfilarle una ad una dai rispettivi vasi. Per questo il colpo di fine luglio ha fatto sospettare che si trattasse non di una persona, ma di un gruppo organizzato. Il fatto che nessuno abbia mai visto nulla, lascia aperto il campo a qualsiasi ipotesi, anche la più pittoresca. Insomma il ladro di fiori da queste parti è diventato quasi leggenda, ma non di quelle amate. C’è addirittura chi ipotizza che possa trattarsi di un’anziana signora. Chi di una banda. E, poi, perché rubare così tanti fiori in continuazione? Anche qui le ipotesi si rincorrono e si colorano delle più disparate sfumature: un innamorato senza speranza? O, più venalmente, qualcuno che le ruba per rivenderle. Non manca la tinta “gialla” per chi sospetta qualcuno ossessionato dalla bellezza dei fiori. E chi la fa più semplice pensando a una

persona che ogni tanto decide di rifarsi il giardino a costo zero. Va detto, comunque, che i furti si ripetono da diversi anni con regolarità. Grande è l’amarezza e la rabbia dei ristoratori che lasciano alla sera il proprio locale circondato da piacevoli cornici colorate di fiori e lo ritrovano alla mattina completamente spoglio, derubato di tutta la sua poesia. E grande è la frustrazione di non avere nemmeno una traccia del ladro. «Ho anche messo delle viti sotto i vasi – dice il titolare del ristorante Olio d’Oliva in via San Lorenzo – ma niente da fare. Ha sfilato le piante dal vaso e le ha portate via. Estate o inverno: colpisce lo stesso da circa due anni. L’anno scorso mi ha portato via addirittura un albero piantato nel vaso. Sparite le ortensie di San Pellegrino in Fiore e tutti i fiori che avevo messo sulla balaustra». La stessa esperienza è toccata a Luca del Tredici Gradi: « I fiori non li metto più. Mi hanno rubato 47 piantine tutte in una volta – racconta -. Avevo riempito di vasi tutta la balaustra che corre intorno al ristorante, la mattina dopo non ho trovato più nulla. Se le sono prese tutte, dalla prima all’ultima, non hanno lasciato niente». Luca si è
salvato dalla razzia della notte di fine luglio semplicemente perché: «Non avevo più messo fiori – spiega – Colpisce sempre nella stessa maniera, con una palettina gira intorno al vaso e sfila la pianta con la zolla di terra. Nessuno ha mai visto niente. Le piante spariscono oramai da un paio di anni. Come ne metti una, un paio di giorni dopo non la trovi più. È una cosa fastidiosa, non tanto per il danno economico, si trattava di piantine da 50 centesimi all’una, quanto lo sfregio che viene fatto». Anche la

pizzeria “Il Monastero” racconta la stessa storia: «Non c’è niente da fare – dice Galiano il titolare – ho anche provato a legare i vasi sulla staccionata, ma le piante spariscono. Le sfilano dal vaso con la zolla di terra. Alcune volte hanno anche provato a sottrarre i vasi, rompendoli. L’ultima volta mi hanno rubato una decina di piante». Chi non mette più fiori per lo stesso motivo è la Cantina dei Papi: «Non li mettiamo più perché tanto ce li rubano – dicono -. Ciclamini, azalee, tutti spariti. Hanno rubato perfino i fiori gialli piccolissimi che avevamo messo dentro un grande vaso. Siamo
aperti da più di due anni e ogni volta la stessa storia, per questo non mettiamo più i fiori». Ma c’è anche chi ha messo nel sacco il ladro e alla sera mette dentro il locale i vasi. Si tratta di Tiziano del ristorante Contrasto su via Cardinal la Fontaine di fronte a piazza Santa Maria Nuova «Ho dei vasi di ortensie che tutte le sere metto dentro il locale», dice. Tiziano ha aperto da poco: «A dicembre 2019, e ho chiuso dopo circa un mese per il Covid19, ma devo dire che abbiamo ripreso subito bene. Abbiamo retto la tempesta».






