Home Cronaca Donna rimasta appesa nel vuoto in un dirupo: il difficile salvataggio dei vigili del fuoco.

Donna rimasta appesa nel vuoto in un dirupo: il difficile salvataggio dei vigili del fuoco.

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Viterbo, 31 dicembre 2022 – Un salvataggio di quelli che si vedono nei film. Protagonisti i vigili del fuoco di Viterbo, in particolare il distaccamento di Civita Castellana, che ieri è intervenuto per recuperare una ragazza di 19 anni caduta in uno strapiombo presso il borgo di Calcata. La donna, nella caduta, è riuscita a restare aggrappata a un ciuffo di erba e di terra di 30 centimetri circa, restando appesa nel vuoto ed evitando di precipitare fino in fondo al precipizio, profondo circa 50 metri. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che sono riusciti a individuare la soluzione più efficace e rapida per evitare il peggio. Uno di loro è stato calato per bloccare la ragazza nel punto in cui si era fermata durante la caduta. Il vigile del fuoco l’ha tenuta stretta a sé per circa 20 minuti, tempo preziosissimo che ha consentito l’arrivo degli altri operatori e il completamento del salvataggio. Arrivare nel punto di caduta è stato difficoltoso, anche perché il borgo ha delle vie strette che  non consentono il passaggio dei mezzi. Raccontano la vicenda due vigili del fuoco. “L’ intervento è stato complicato – dicono – la ragazza che è caduta si è aggrappata letteralmente alla vegetazione era su un precipizio di circa 50 metri. La squadra del distaccamento sono stati molto bravi,  appena arrivati sono riusciti a calare un collega e a bloccare la ragazza con le mani per evitare la caduta nel precipizio di 50 metri».

«L’ingresso a Calcata – proseguono – è accessibile a piccoli mezzi, non ai nostri. Quindi dalla piazza, all’ingresso del paese, abbiamo dovuto prendere tutta l’attrezzatura, la barella, le corde e trasportare tutto  per 200 metri. Abbiamo fatto un paranco dall’alto ed è stata calata la barella. L’imbarellamento – spiega uno dei due vigili del fuoco –  è stato fatto in parete. Ci siamo trovati con la ragazza sul precipizio su una sporgenza di circa 30 cm, aggrappata lì, con il collega che la teneva dalle braccia».

«Me la sono vincolata a  me –  prosegue uno dei due – evitando che scivolasse ancora più in basso. È stata, quindi, calata la barella. La difficoltà è stata adagiarla in parete. Era in uno stato di agitazione, poiché capiva quello che stava succedendo. Vedeva in alto i colleghi preparare le corde. Si rendeva conto perfettamente. L’abbiamo tranquillizzata».

Il vigile del fuoco che si è calato per primo “parlava con lei come se si trovasse sulla piazza, e non su una parete».  Tra le difficoltà che hanno trovato i vigili del fuoco anche quella di «Trovare dei punti di attacco  per poter procedere con il resto dell’intervento, cioè calare operatori e barella, ed effettuare la risalita. «Eravamo nel contesto urbano e qui non ci sono dei veri e propri punti di attacco». La difficoltà è stata anche quella di «passare la barella da una posizione orizzontale a una verticale». Quello che, invece, ha molto aiutato nel difficile recupero, è stato il «costante dialogo» con la donna che, in questo modo, si è sentita rassicurata.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.